24 Jan, 2026 - 11:30

Trump perde consensi sulle priorità, con Venezuela e immigrazione sotto accusa: il sondaggio

Trump perde consensi sulle priorità, con Venezuela e immigrazione sotto accusa: il sondaggio

Un nuovo sondaggio del New York Times/Siena University, condotto dal 12 al 17 gennaio 2026, rivela una crescente preoccupazione tra gli americani sulle priorità del presidente Trump. Il 57 per cento ritiene che si concentri sulle questioni sbagliate. Questo scetticismo emerge su temi di politica estera come il Venezuela e le relazioni internazionali, mentre persiste un lieve ottimismo su come venga gestito il confine messicano. 

Il divario è netto: democratici (94 per cento) e indipendenti (64 per cento) sono critici, mentre solo il 14 per cento dei repubblicani condivide questa visione.

Questi risultati, pubblicati il 22 gennaio, mettono in dubbio la traiettoria della presidenza Trump, con rating di approvazione al 40 per cento (56 per cento disapprova), in lieve risalita di 3 punti da settembre.

Critiche bipartisan sul Venezuela e relazioni estere

La gestione del Venezuela attira il 53 per cento di disapprovazione, inserendosi in un quadro di insoddisfazione per le relazioni con l’estero (58 per cento disapprova).

L’intervento militare che ha portato all'arresto di Nicolas Maduro divide l’opinione pubblica americana, con molti che lo vedono come deviazione dalle urgenze domestiche.

Solo sul confine USA-Messico Trump registra un pareggio: 50 per cento approva contro 46 per cento disapprova, l’unico tema con gradimento netto positivo.

Queste percezioni suggeriscono che l’intervento in altri paesi, come in Venezuela, stiano erodendo il sostegno, specie tra elettori sensibili a un’agenda “America First”.

Economia e scandali: costi della vita e Epstein pesano sul consenso

L’economia domestica amplifica le critiche: il 64 per cento disapprova la gestione relativa al costo della vita, e il 51 per cento ritiene che le politiche di Trump l’abbiano resa meno accessibile (solo il 24 per cento dice il contrario). Questo si intreccia con visioni negative su immigrazione ed economia generale (entrambi con il 58 per cento di disapprovazione).

Il picco di insoddisfazione (66 per cento) riguarda la gestione dei documenti su Jeffrey Epstein, con solo il 22 per cento di approvazione, un tema che mina la credibilità su questioni etiche e di sicurezza nazionale.

Nel complesso, il 56 per cento disapprova la presidenza, con giudizi storici impietosi: il 42 per cento vede Trump in corsa per essere ricordato come “uno dei peggiori presidenti nella storia USA”, a fronte di un 19 per cento che invece lo ritiene “uno dei migliori”.

Il governo federale e l’agenda interna: un tallone d’Achille trasversale

La gestione del governo federale attira disapprovazione diffusa, intrecciandosi con temi esteri come immigrazione e relazioni globali. Il sondaggio evidenzia che le priorità domestiche come economia, accessibilità, costo della vita siano percepite come trascurate a favore di interventi all’estero.

Il sondaggio NYT/Siena delinea un Trump sotto pressione: il 57 per cento degli americani boccia le sue priorità, con picchi su Venezuela (53 per cento) e scandali come quello del caso Epstein (66 per cento).

L’unico baluardo resta il confine messicano (50 per cento approvazione), ma l’insoddisfazione economica (64 per cento sul costo della vita) erode il terreno.

In un contesto di rating presidenziale al 40 per cento, questi dati mettono in luce un consenso fragile, specie sulla politica estera. Trump sembra essere chiamato a invertire la rotta per riallineare la sua agenda al consenso pubblico in vista delle elezioni di midterm.

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