24 Jan, 2026 - 16:00

Covid e scuola, Frezza: "Un esperimento di massa che ha coinvolto un'intera generazione"

Covid e scuola, Frezza: "Un esperimento di massa che ha coinvolto un'intera generazione"

La gestione della pandemia di Covid-19 in Italia ha avuto un impatto profondo sulla scuola e sulle giovani generazioni.

Un tema cruciale che, troppo spesso, è rimasto sullo sfondo di un dibattito pubblico concentrato quasi esclusivamente sulle conseguenze sanitarie, trascurando gli effetti sociali, educativi ed emotivi sulle fasce più giovani della popolazione.

Di Covid e scuola — ma soprattutto delle conseguenze che le limitazioni imposte durante gli anni dell’emergenza pandemica hanno avuto su bambini e ragazzi in età scolare — si è discusso al secondo Festival della Scienza, organizzato dall’Associazione ContiamoCi a Venezia.

A portare l’attenzione su questo nodo irrisolto è stata la giurista e saggista Elisabetta Frezza, responsabile per la scuola dell’associazione, che ha offerto una lettura critica e documentata di quanto accaduto.

Di seguito, i punti centrali emersi dal suo intervento.

Altro che “andrà tutto bene”: la scuola italiana e i danni del Covid 

Nel suo intervento, la professoressa Elisabetta Frezza ha voluto accendere un riflettore su “una faccia dell'operazione Covid di cui non si parla” e che, secondo la relatrice, “va recuperata”: le conseguenze che le misure scolastiche e le limitazioni della libertà personale, adottate per contenere la diffusione del virus, hanno avuto sui più giovani. 

Chiusura prolungata delle scuole, divieto di uscire, impossibilità di socializzare con i coetanei, relazioni ridotte a interazioni mediate da uno schermo: una quotidianità stravolta proprio negli anni cruciali della crescita. 

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“Noi abbiamo sotto gli occhi una situazione che è grave, della quale per motivi vari rimuoviamo gli antecedenti soprattutto quelli più diretti, perchè subiamo il lavacro mediatico che è stato allestito apposta per recidere i nessi causali e anche le relative responsabilità, contando sulla memoria corta.”

Denuncia Frezza, che continua:

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“Agli albori della pandemia, primavera 2020, l'Unesco lo aveva annunciato come l'esperimento di più vasta scala nella storia dell'istruzione. Dichiaratamente un esperimento di massa che doveva coinvolgere la popolazione scolastica, cioè un'intera genarazione di bambini e ragazzi. In Italia la normativa emergenziale riferita alle scuole e a quella fascia di età è stata la più severa del panorama europeo.”

Isolamento forzato e vita sospesa: i danni oltre le aule scolastiche

Secondo Frezza, questo “esperimento” non ha prodotto danni limitati all’ambito scolastico, ma ha inciso in modo profondo e duraturo sulla vita quotidiana dei ragazzi.

L’isolamento forzato, senza una prospettiva temporale chiara, ha demolito i principali punti di riferimento della crescita: amicizie, sport, relazioni, socialità.

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“Questo esperimento ha provocato danni, ma non è rimasto confinato nell'ambiro delle istituzione perchè ha travolto la vita dei giovani e tutti i suoi principali criteri di riferimento. Ha avuto il suo cuore nell'isolamento forzato sine die.”

Ha, infine, citato qualche dato:

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“Negli ultimi anni sono più che raddoppiati gli psicofarmici nella fascia d'età 12-17 anni. Questi sono i dati dell'OSMED di Aifa.” 

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