La trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana è ormai in atto da diversi anni, ma solo di recente sta iniziando a produrre effetti tangibili nella vita quotidiana di cittadini, professionisti e imprese. In particolare le visure digitali, cioè i documenti ufficiali estratti dai registri pubblici rilasciati in formato elettronico, si stanno affermando come uno strumento indispensabile per chi necessita di informazioni su aziende, proprietà immobiliari, targhe automobilistiche o altri beni. Questo cambiamento è solo un tassello di un processo più ampio che mira a semplificare la burocrazia e a rendere più efficiente il rapporto con le istituzioni. Nel seguente articolo analizziamo il contesto normativo e tecnologico che ha portato alla diffusione delle visure digitali, i benefici per utenti e amministrazioni, i passi ancora da compiere e il contributo di operatori privati specializzati come Visure Italia, fondata da Paolo Baita, imprenditore ed esperto di informazioni commerciali e immobiliari.
Negli ultimi anni la digitalizzazione della pubblica amministrazione è diventata una priorità strategica per l’Italia. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina ingenti risorse a progetti di transizione digitale, con l’obiettivo di rendere la PA “l’alleata” di cittadini e imprese grazie a servizi più efficienti e interoperabili. Le principali linee di intervento prevedono la migrazione al cloud dei data center pubblici, la creazione di una Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) per favorire l’interoperabilità, investimenti in cybersecurity e il potenziamento delle competenze digitali di dipendenti pubblici e utenti.
L’approccio adottato dal Dipartimento per la trasformazione digitale si basa sul principio europeo del “once only”: una volta che cittadini o imprese hanno comunicato un dato alla pubblica amministrazione, quest’ultima non deve più richiederlo. Per rendere possibile questo paradigma, la PA deve poter dialogare internamente grazie a banche dati collegate. Secondo il portale Italia Digitale 2026, il 95 % degli oltre 11.000 data center utilizzati dagli enti pubblici presenta ancora carenze di sicurezza e affidabilità; è necessario quindi razionalizzare le infrastrutture e migrarle verso soluzioni certificate. Parallelamente, la piattaforma PDND mira a collegare le basi dati delle amministrazioni, consentendo il riuso delle informazioni e riducendo così tempi e costi sia per gli uffici sia per i cittadini. La digitalizzazione della PA passa anche dalla diffusione di strumenti come lo SPID, la Carta d’Identità Elettronica e la Carta Nazionale dei Servizi, che permettono a quasi tutti gli italiani di accedere ai circa 20.000 servizi online già disponibili.
Questa cornice normativa è completata da iniziative specifiche. L’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD) consente di notificare atti con valore legale via email certificata, risparmiando spese di postalizzazione. La riforma dei SUAP (Sportelli Unici per le Attività Produttive) e dei SUE (Sportelli Unici per l’Edilizia) punta a uniformare le procedure e a creare un’unica interfaccia telematica per cittadini e imprese, superando la frammentazione dei servizi locali. Analogamente, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) centralizza i dati anagrafici e permette di ottenere certificati digitali a costo zero. Lo scopo comune di tutte queste iniziative è ridurre gli oneri burocratici e promuovere la interoperabilità tra enti.
La parola “visura” indica l’atto di consultare un registro pubblico per ottenere informazioni ufficiali. Esistono visure camerali (che riportano i dati di imprese iscritte al Registro delle Imprese), visure catastali (relative agli immobili), visure ipotecarie (che verificano gravami e ipoteche), visure PRA (per conoscere i proprietari dei veicoli) e molte altre tipologie. Tradizionalmente l’utente doveva recarsi fisicamente agli sportelli delle Camere di Commercio, dell’Agenzia delle Entrate o del Pubblico Registro Automobilistico per richiedere questi documenti, spesso affrontando code e lunghi tempi di attesa.
Con la digitalizzazione, la maggior parte di queste operazioni può essere svolta online. Le visure digitali sono documenti elettronici che hanno lo stesso valore legale delle loro controparti cartacee, ma vengono emessi e trasmessi in formato digitale, spesso in pochi secondi. Lo sviluppo di piattaforme certificate e l’adozione di firme elettroniche avanzate hanno permesso alle Camere di Commercio e agli altri enti di rilasciare visure con pieno valore probatorio via web. Secondo i dati diffusi da diversi portali istituzionali, nel 2024 oltre il 60 % delle visure richieste in Italia è stato ottenuto attraverso canali digitali, una crescita marcata rispetto al 47 % del 2023 e al 38 % del 2022. Questo boom è stato favorito da tre fattori principali:
Le visure digitali vengono richieste in pochi passaggi: l’utente accede con le credenziali digitali, seleziona il tipo di visura, compila i dati del soggetto o dell’immobile e procede al pagamento (quando previsto). I documenti vengono generati automaticamente e inviati via email certificata o resi disponibili in un’area personale. In questo modo si evita la duplicazione di dati, si riduce il rischio di errori e si ottiene un tracciamento sicuro di ogni transazione. Nel settore immobiliare, ad esempio, la combinazione di visure catastali, estratti di mappa, planimetrie e visure ipotecarie digitali consente a notai e operatori di completare le verifiche preliminari a una compravendita in tempi ridottissimi.
L’adozione delle visure digitali produce benefici su più livelli. Per i cittadini si traducono in risparmio di tempo, eliminazione delle file e possibilità di accedere ai documenti da qualunque luogo. Per le imprese significa ottimizzare i processi interni, integrare i dati nei propri sistemi gestionali e ridurre l’esposizione ai ritardi burocratici. Per professionisti come avvocati, notai, commercialisti e agenti immobiliari la disponibilità di visure digitali consente di offrire consulenze più rapide e basate su informazioni aggiornate.
Un comunicato sulle tendenze di mercato sottolinea che la crescita delle visure digitali è stata accompagnata dall’aumento della fiducia degli utenti verso queste soluzioni: oltre il 60 % degli utenti ha scelto il canale online per le visure camerali, catastali e PRA, evidenziando un salto culturale. L’accessibilità da smartphone e tablet rende il servizio adatto anche a chi non dispone di un computer. Inoltre, la trasparenza dei costi è un fattore decisivo: piattaforme certificate indicano chiaramente il prezzo di ogni visura, evitando sorprese. Molti operatori includono nel servizio anche l’anteprima del documento e la possibilità di riceverlo via email o di scaricarlo in un’area riservata.
La sicurezza è garantita da protocolli di trasmissione crittografati, dalla conformità al GDPR e dall’adozione di firme digitali riconosciute. I dati personali e patrimoniali contenuti nelle visure vengono gestiti su server certificati e non possono essere modificati dall’utente. Inoltre, le piattaforme professionali offrono un servizio clienti dedicato, pronto ad assistere gli utenti meno esperti e a risolvere eventuali problematiche durante la procedura.
Per gli operatori del settore immobiliare e legale, i vantaggi delle visure digitali non si limitano al risparmio di tempo. La possibilità di gestire account multiutente, di utilizzare dashboard per il monitoraggio delle pratiche e di archiviare i documenti in modo organizzato favorisce una migliore gestione del rischio. Le banche, ad esempio, possono integrare i dati delle visure nel processo di concessione di un mutuo o di una linea di credito, verificando in tempo reale la situazione ipotecaria di un immobile. Gli agenti immobiliari possono presentare visure ai clienti durante le visite, dimostrando immediatamente lo stato legale della proprietà. Tutto ciò contribuisce a un mercato più trasparente e a una maggiore efficienza economica.
Se le visure digitali rappresentano una delle applicazioni più concrete della transizione digitale, il loro successo è strettamente legato al lavoro che le amministrazioni stanno compiendo per rendere interoperabili i propri sistemi informativi. Molte delle attività interne degli enti, soprattutto quelle complesse, si basano sull’interoperabilità, cioè sulla possibilità che banche dati diverse scambino informazioni in tempo reale. Senza interoperabilità, la digitalizzazione si riduce a una semplice sostituzione della carta con file PDF e non produce benefici tangibili.
Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) prevede da anni strumenti come il protocollo informatico, la posta elettronica certificata (PEC), le firme elettroniche e le identità digitali, ma la loro diffusione è stata irregolare. La pandemia e il PNRR hanno spinto molte amministrazioni a colmare questo ritardo. Oggi oltre 6 500 Comuni, tutte le Regioni e più di 670 enti pubblici hanno aderito alla PDND, rendendo possibile lo scambio di dati anagrafici, fiscali e patrimoniali. L’ANPR fornisce servizi a oltre 700 enti, annullando di fatto i tempi di verifica dei dati anagrafici e riducendo i contenziosi. In più, l’INAD registra più di 2,5 milioni di cittadini e oltre 10 000 professionisti, consentendo notifiche legali istantanee.
L’interoperabilità non riguarda solo i grandi registri nazionali, ma anche i servizi locali come gli sportelli unici. La digitalizzazione dei SUAP e dei SUE mira a uniformare procedure e moduli in tutti i Comuni, con un’unica interfaccia telematica che consenta di presentare pratiche edilizie e di inizio attività in modo standardizzato. Questa riforma è fondamentale per gli operatori economici, poiché elimina la possibilità che due Comuni richiedano documenti diversi per la stessa pratica. I lavori di adeguamento delle piattaforme SUAP, finanziati dal PNRR, puntano a raggiungere la piena interoperabilità entro il 2025.
In questo scenario, la semplificazione burocratica va di pari passo con la digitalizzazione. Le procedure più snelle non derivano solo dalla riduzione dei documenti richiesti, ma dalla capacità degli uffici di riutilizzare i dati esistenti. Per esempio, grazie all’ANPR i certificati anagrafici si possono scaricare gratuitamente e immediatamente: un nostro recente articolo illustra in dettaglio come accedere al portale e quali certificati sono disponibili. Tale centralizzazione riduce le code e offre ai Comuni un’unica fonte di dati aggiornati. Allo stesso modo, la digitalizzazione dei registri immobiliari e del Pubblico Registro Automobilistico consente di verificare visure ipotecarie e PRA in tempo reale, evitando ricerche presso uffici diversi.
In questo contesto di profonda trasformazione si inseriscono operatori specializzati come Visure Italia, una piattaforma che si è distinta per l’innovazione e la rapidità nell’accesso ai documenti ufficiali estratti dalle banche dati pubbliche come Catasto, Conservatoria, Camera di Commercio, PRA, Agenzia delle Entrate, Tribunale e Comune. Fondata e diretta dal visurista e imprenditore Paolo Baita, l’azienda fornisce oltre 240 servizi online come visure camerali, catastali, ipotecarie e PRA, estratti cronologici, bilanci aziendali e planimetrie. La formazione di Paolo Baita, laureato in Scienze Politiche con un master in Gestione e Amministrazione del patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici e religiosi, e la sua lunga esperienza nella gestione di patrimoni immobiliari e nelle indagini patrimoniali per istituti di credito e enti di riscossione, conferiscono al progetto un elevato livello di competenza. Fin dal 1996 Baita si occupa di informazioni immobiliari e, come CEO, ha costruito una società che è diventata oggi un punto di riferimento in Italia e in tanti Stati nel mondo per privati, imprese e professionisti.
L’azienda punta sulla trasparenza delle tariffe, sulla velocità del servizio – la maggior parte delle visure viene rilasciata in pochi secondi – e su un servizio clienti attento anche alle necessità dei non addetti ai lavori. Inoltre, oltre che per i privati, ha previsto una gamma completa di servizi dedicati a diverse tipologie di professionisti, come agenti immobiliari, investigatori, amministratori di condominio, avvocati e notai, imprenditori e liberi professionisti. La credibilità e l’affidabilità del servizio di visure online offerto da Visure Italia si fonda su anni di esperienza e sull’utilizzo di tecnologie avanzate, che consentono di estrarre direttamente dalle banche dati ufficiali e in modo automatizzato i documenti di proprio interesse, per poi riceverli comodamente via e-mail.
In conclusione, le visure digitali rappresentano uno dei casi di successo della digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana. La loro diffusione dimostra che la semplificazione è possibile quando tecnologia, norme e competenze convergono verso un fine comune. La sfida ora è consolidare questi risultati, estenderli a tutti gli ambiti della PA e assicurare che i benefici raggiungano ogni cittadino e ogni impresa, aprendo la strada verso una burocrazia finalmente efficiente.