Mettiamola così: poteva andare meglio. La puntatona lunga 171 minuti di Porta a Porta che celebrava se stessa mercoledì sera non è andata un granché bene: in prima serata, ha ottenuto sulla rete ammiraglia della Rai solo il 7,1% di share.
Per questo, ora, i bene informati delle cose di viale Mazzini sostengono che già si corre ai ripari.
Il giorno dopo l'uscita dei dati Auditel, c'è chi non ha affatto nascosto la goduria di vedere Bruno Vespa in difficoltà. Un nome su tutti: Tommaso Rodano del Fatto Quotidiano, il quale ci è andato giù davvero pesante con la trasmissione:
Rodano non ha risparmiato nemmeno Enrico Mentana, per l'occasione co-intervistatore dei politici, dal disastro.
Ma tant'è: all'orizzonte, si prevedono già dei cambiamenti
Secondo gli esperti delle cose della Rai, dopo il disastro della celebrazione dei trent'anni di Porta a Porta, in Rai sarebbe già scattata l'operazione "salvate il soldato Vespa".
Quest'ultimo, che a maggio compirà 82 anni, non ha alcuna intenzione di mollare. Anzi: avrebbe già fatto pervenire ai piani superiori di viale Mazzini le sue direttive su come salvare la baracca:
Secondo Gennaro Marco Duello, critico televisivo di Fanpage, non sarà Porta a Porta ad arretrare, bensì le altre trasmissioni di approfondimento politico della Rai che secondo Vespa le fanno insensatamente concorrenza. Un esempio? "Ore 14" di Milo Infante. Nello speciifico, nella sua estensione serale:
Tanto basterà per far continuare a navigare la barca di Vespa oltre il trentennio?
Nella trasmissione di mercoledì sera, i sondaggisti Alessandra Ghisleri e Antonio Noto hanno giurato che il 56% degli italiani considera Porta a Porta "un programma simbolo e importante nella storia d'Italia". In più: che molti giovani gli sono affezionati (Ghisleri: "È entrato nell'immaginario giovanile"). Ma all'orizzonte si addensano nubi.