Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Giancarlo "Caje" Cella, simbolo dell’Inter negli anni Settanta. Giocatore versatile e dotato di grande intelligenza tattica, ha lasciato un segno indelebile con la maglia nerazzurra, contribuendo allo scudetto del 1970-71.
Cresciuto a Bobbio, ha portato la sua passione e la sua classe in squadre come Torino, Catania, Atalanta e Piacenza. Cella si è conquistato l'ammirazione e il rispetto di compagni, avversari e tifosi grazie ai suoi atteggiamenti sempre impeccabili.
Giancarlo Cella è morto a Bobbio (Piacenza) all’età di 85 anni. La causa della morte non è stata resa nota dai familiari ma la sua scomparsa ha commosso tutti. Amici, ex compagni e tifosi hanno reso omaggio a una persona molto legata alla sua terra e alla famiglia.
Cella ha sempre mantenuto un rapporto stretto con Bobbio, dove ha vissuto gran parte della sua vita e costruito la sua famiglia con la moglie Poni e i figli Francesca e Gionata. Un vero e proprio simbolo apprezzato dentro e fuori dal campo.
Cella ha iniziato la carriera nel Piacenza, esordendo nella stagione 1957/58. Nel 1958 ha debuttato in Serie A con il Torino, diventando una delle bandiere dei granata negli anni Sessanta. Nel 1965 si è trasferito al Catania e tre anni dopo l’Inter lo ha acquistato per sostituire Piero Dotti. Con i nerazzurri ha disputato tre stagioni, vincendo lo scudetto 1970/71 e lasciando tanti ricordi positivi.
Dopo il ritiro, ha allenato le giovanili dell’Inter e si è distinto tra Pavia, Carpi e Spal. Cella ha chiuso la carriera come responsabile del settore giovanile del Piacenza, allenando tra gli altri Pippo e Simone Inzaghi. Durante la carriera ha totalizzato 235 presenze e 7 gol in Serie A, diventando uno dei difensori più apprezzati dai tifosi.
Cella ha contribuito allo scudetto dell’Inter nella stagione 1970/71. In quella squadra erano protagonisti grandi campioni come Giacinto Facchetti e Sandro Mazzola, ma il difensore riuscì comunque a ritagliarsi dello spazio.
Nonostante le appena 6 presenze, la sua esperienza e la professionalità diedero una grande mano alla formazione nerazzurra. Il titolo di campione d'Italia rimane senza dubbio la più grande soddisfazione della carriera di Cella, difensore che difficilmente verrà dimenticato.