23 Jan, 2026 - 09:58

Caso Yara, cos'ha detto Massimo Bossetti a "Porta a Porta"? "Io innocente, chiederemo nuove indagini"

Caso Yara, cos'ha detto Massimo Bossetti a "Porta a Porta"? "Io innocente, chiederemo nuove indagini"

Massimo Bossetti torna davanti alle telecamere. Intervistato dal giornalista Bruno Vespa nel carcere di Bollate, dove sta scontando la condanna definitiva per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio, avvenuto a Brembate di Sopra nel 2010, l'ex muratore di Mapello ripercorre così i punti centrali dell'inchiesta che lo ha riguardato, ribadendo con fermezza la propria innocenza e chiedendo di riaprire il caso. 

"Ho la coscienza pulita": le dichiarazioni di Bossetti

"Io so di avere la coscienza pulita", afferma Bossetti in diversi punti dell'intervista rilasciata a Porta a Porta, sottolineando di non aver mai commesso "questo orribile, orrendo delitto". "So di essere innocente e posso viaggiare a testa alta, guardando dritto negli occhi le persone", aggiunge.

Al centro del discorso, ancora una volta, la prova genetica. L'ex muratore fu infatti condannato sulla scorta di un esame che lo collegò al Dna rinvenuto sugli indumenti di Yara. Esame che lui e la difesa hanno sempre contestato. "Lo metto in discussione perché non mi è stata data la possibilità di poterlo ripetere", spiega.

"Spero che con le metodiche di oggi, visto che la scienza è molto più evoluta, si possa trovare qualcosa di nuovo", aggiunge, riferendosi ai reperti ancora custoditi presso l'Ufficio corpi di reato, che la difesa punta a riesaminare per poi eventualmente chiedere una revisione del processo.

Nel video, l'avvocato Claudio Salvagni spiega la questione dei reperti. 

Le bugie ammesse: "Le ho dette, ma avevo validi motivi"

Nell'intervista, Bossetti non nega di aver raccontato, negli anni, diverse bugie: "Ma sempre con un valido motivo, e comunque le più grossolane sono arrivate da parte dell'accusa", dichiara. 

Dalle indagini emerse che in più occasioni aveva giustificato la sua assenza dal cantiere parlando di false malattie, "tumori al cervello" mai diagnosticati. "L'ho detto perché non venivo pagato da diversi mesi", afferma.

Ma mentì anche alla moglie, Marita Comi, nascondendole la frequentazione di un centro estetico vicino all'abitazione di Yara. "Non mi sembrava opportuno dirlo, vista la situazione economica", spiega.

I siti porno, la famiglia e l'incontro con i genitori della vittima

C'è poi la questione delle ricerche online. Secondo l'accusa, Bossetti avrebbe guardato video che ritraevano minorenni. "Non ho mai fatto ricerche porno su ragazzine", nega lui. "Il mio consulente ha ribadito che sono tutte stringhe prodotte in automatico e non digitate da operatori umani".

Nel corso del colloquio, l'uomo parla poi della sua vita in carcere. "Rifiuto tutto perché vorrei uscire senza dover accettare permessi o benefici", dichiara. Attualmente è impiegato all'interno del carcere come metalmeccanico. Lavoro che, sostiene, lo aiuta "a tenerlo lontano dai cattivi pensieri".

"Mia moglie non viene più a trovarmi perché sono nate incomprensioni tra noi. A parte la scoperta dei tradimenti", dichiara. I figli, invece, continuerebbero a sostenerlo. "ll mio cuore viene alimentato dalla loro forza", le sue parole.

Al termine dell'inversita, un riferimento alla famiglia della vittima. "Vorrei un incontro con i genitori della povera Yara - sostiene Bossetti - Guardandomi negli occhi, capirebbero che non sono l'assassino". La sua speranza è quella che il caso venga prima o poi riaperto. 

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