Le parole della presidente moldava Maia Sandu sull’eventuale unificazione con la Romania hanno riacceso un dibattito delicato e carico di implicazioni politiche e geopolitiche. In un contesto segnato da crescenti minacce esterne, la Moldavia si trova a fare i conti con il proprio futuro: tra sovranità nazionale, integrazione europea e ipotesi di riunificazione, il paese affronta scelte strategiche decisive.
Le recenti parole della presidente moldava, Maia Sandu, hanno acceso una discussione piuttosto insolita. Durante un’intervista al podcast britannico "The Rest Is Politics", il 12 gennaio 2026, Sandu ha affermato che “se dovessimo fare un referendum, voterei per l’unificazione con la Romania”.
Non è frequente sentire un leader dichiarare che scioglierebbe il proprio stato, tuttavia, Sandu ha spiegato le sue ragioni. Secondo la presidente moldava, il suo paese è sempre più sotto pressione a causa delle minacce esterne, in particolare della Russia.
Queste parole hanno provotato un dibattito acceso, sia all’interno del paese sia all’estero.
Ma la riunificazione con la Romania troverebbe un reale sostegno tra i cittadini moldavi?
Secondo un sondaggio del 2025, solo il 35 per cento dei cittadini moldavi sosterrebbe un’eventuale unione. La maggioranza preferisce invece proseguire sulla strada dell’integrazione europea.
Molti esperti, riportati dai media locali, hanno chiarito che non si tratta di una questione nuova e che non si parlerebbe comunque di una riunificazione immediata, ipotesi che non gode di un sostegno popolare sufficiente nel paese. Sandu, che sostiene apertamente l’adesione all’Unione europea, non ha infatti manifestato l’intenzione di indire un referendum sull’unificazione.
Al di là del clamore mediatico, una possibile riunificazione richiederebbe un referendum sia in Moldavia sia in Romania. Superato questo passaggio, sarebbe necessario anche un ulteriore processo giuridico, che includerebbe l’adozione di una nuova Costituzione.
Un’altra questione particolarmente spinosa riguarderebbe la Transnistria, regione separatista filorussa.
Nel frattempo, la Moldavia ha già apportato una modifica alla propria Costituzione in seguito ad un referendum, sancendo che l’integrazione europea è un obiettivo irreversibile.