Solo una leader europea non è caduta nel tranello di Donald Trump sulla Groenlandia. E quella leader è Giorgia Meloni.
Oggi, lo mette nero su bianco il direttore del Giornale Tommaso Cerno secondo cui il presidente degli Stati Uniti ha tirato la corda sulla Groenlandia per "vedere l'effetto che fa", per capire di quali partner europei può davvero fidarsi.
Beh, se questo ragionamento si rivelasse vero, Giorgia Meloni starebbe nella lista dei buoni. E con lei, naturalmente, l'Italia.
Tommaso Cerno non lo scrive esplicitamente nel suo editoriale di oggi sul Giornale. Ma è una deduzione a cui viene naturale giungere: se - come sostiene - Trump ha messo alla prova tutti i suoi alleati europei sulla Groenlandia, solo Giorgia Meloni ne è uscita benissimo:
Questa è la convinzione di Cerno: Trump "voleva capire che pezzo di Europa anti americana sarebbe stata pronta a rompere l'Alleanza atlantica alla vigilia del nuovo mondo post globale con la Cina pronta a prendersi tutto, e chi invece stava con l'Ovest, come si diceva una volta".
Fatto sta che se Meloni si è seduta dalla parte giusta della storia, secondo Cerno, la sinistra ci è cascata ancora una volta:
Tutto questo, naturalmente, "alla faccia dei diritti civili e balle varie che va celebrando in piazza".
In ogni caso, per il direttore del Giornale, "ormai è talmente prevedibile che chi ci casca è fesso".
Stringi stringi, per Cerno, è una questione di fiducia. E il comportamento di Trump per questo è più che giustificabile:
D'altra parte, per il direttore, Bruxelles è la capitale del burocratese e noi siamo sempre "pronti a deridere l'America salvo poi accorgerci che il Paese della democrazia è mille volte meglio di quei Paesi in cui la gente libera è messa, quando va bene, in carcere. In altri casi a morte".
Meloni l'ha capito, la sinistra no.