L'Associazione Nazionale Magistrati, il sindacato delle toghe, ha stanziato 800 mila euro per finanziare il Comitato per il No al referendum sulla riforma della Giustizia promossa dal ministro Nordio.
In precedenza, per i bambini di Gaza, si era fermato a 32 mila.
Come dire: le priorità, per l'associazione guidata da Cesare Parodi, sono ben chiare.
Anche se questo ha suscitato, inevitabilmente, polemiche per l'uso delle quote associative dei magistrati preceduta da una riunione a porte chiuse del direttivo.
Quella dell'Anm, in ogni caso, è una mossa che si inserisce nel dibattito acceso sulla separazione delle carriere e sull'autonomia giudiziaria.
L'Anm ha inizialmente allocato 500 mila euro al Comitato "Giusto dire No", presieduto dal magistrato Antonio Diella e dal professor Enrico Grosso, con sede alla Cassazione.
Poi, il 18 gennaio 2026, il Comitato direttivo centrale ha approvato un ulteriore stanziamento di 300 mila euro, portando il totale a 800 mila, per sostenere la campagna referendaria contro la riforma Nordio.
La riforma, oggetto del referendum previsto per ora il 22 e il 23 marzo, mira a introdurre la separazione delle carriere tra pm e giudici, riducendo l'influenza delle correnti dei magistrati sul Csm con l'introduzione del sorteggio.
L'Anm contesta queste misure, definendole un pericolo per l'indipendenza giudiziaria, e userà i fondi per affissioni, eventi e propaganda, nonostante non manchino critiche interne sulla trasparenza e sul conflitto d'interessi.
Polemiche hanno investito anche il modo in cui è arrivata la decisione: è stat presa a porte chiuse senza accesso alla stampa né agli iscritti, che pure finanziano l'associazione.
Il ministro Nordio, intanto, ha accusato l'Anm di avere "paura del confronto", mentre sondaggi recenti indicano un vantaggio dei Sì di 10 punti.
In queste ore, in ogni caso, le polemiche infuriano anche per i fatto che a settembre 2025, l'Anm ha siglato un accordo triennale con Unicef Italia per iniziative a favore dell'infanzia, avviando una campagna di raccolta fondi tra i magistrati per i bambini di Gaza.
L'intesa, firmata da Cesare Parodi e Nicola Graziano, mirava a un sostegno sociosanitario, al contrasto alla malnutrizione e al supporto psicosociale nella Striscia.
Sta di fatto che per questi obiettivi sarebbero stati raccolti solo 32 mila euro. Al che, Ermes Antonucci, giornalista del Foglio, l'ha messa così: