Elena Basile non ha dubbi: in Iran non c'è alcuna rivolta politica contro il governo teocratico degli ayatollah, nessuna rivendicazione di libertà o di maggiori diritti. Solo il tentativo, tuttora in atto da parte di Usa e Israele, di rovesciare Khamenei e i suoi con un piano che si sviluppa in tre fasi.
Per questo, "la solidarietà verso gli iraniani dovrebbe implicare diplomazia e commercio, stop alle sanzioni e alla minaccia militare".
L'ex ambasciatrice Elena Basile crede che la partita del regime change a Teheran sia ancora in atto.
Il piano di Israele e Stati Uniti a tal fine si svilupperebbe in tre fasi:
Per la diplomatica, che oggi scrive di Iran sul Fatto Quotidiano, non c'è, quindi, alcuna responsabilità degli ayatollah: nessuna accusa a loro carico, anche se hanno speso per anni miliardi di dollari per cercare di concretizzare il sogno di avere una bomba atomica anziché per provvedere ai bisogni del loro popolo. Anzi, la loro performance, a detta della Basile, è stata finanche superiore a quella ipotetica di una democrazia liberale:
Per Elena Basile, a muovere le proteste sono state le rivendicazioni economiche del popolo avanzate pacificamente. Niente di politico, nessuna rivendicazione di diritti come abbiamo pensato qui in Occidente.
Per l'ambasciatrice, "l'operazione era preparata da tempo". E il regime bene ha fatto a chiudere Internet per non finire sotto il giogo delle potenze straniere:
Tutto questo, sempre secondo Basile, mentre "Netanyahu e Trump fanno sfoggio del loro liberalismo politico e a essi si allinea la burocrazia non eletta europea, che applica nuove sanzioni al Paese ed evita di riconoscere la violazione del principio di ingerenza negli affari interni di un altro Stato, di ammettere che in Occidente, di fronte a tali insurrezioni armate che uccidono 300 poliziotti, il potere reagirebbe legittimamente con violenza"
Ma tant'è: la terza e ultima fase del piano Usa e israeliano al fine di giungere al regime change in Iran è costituita dall'intervento militare:
Poi, quasi inutile dirlo: lo scià di nuovo al comando con "elezioni pilotate".
Fortunatamente, però, per Elena Basile, il piano del regime change a Teheran, finora, è fallito: