22 Jan, 2026 - 14:32

Elena Basile: "Israele e Usa a Teheran stanno tentando di rovesciare il governo con gli infiltrati di Mossad e Cia"

Elena Basile: "Israele e Usa a Teheran stanno tentando di rovesciare il governo con gli infiltrati di Mossad e Cia"

Elena Basile non ha dubbi: in Iran non c'è alcuna rivolta politica contro il governo teocratico degli ayatollah, nessuna rivendicazione di libertà o di maggiori diritti. Solo il tentativo, tuttora in atto da parte di Usa e Israele, di rovesciare Khamenei e i suoi con un piano che si sviluppa in tre fasi.

Per questo, "la solidarietà verso gli iraniani dovrebbe implicare diplomazia e commercio, stop alle sanzioni e alla minaccia militare".

Elena Basile denuncia gli infiltrati della Cia e del Mossad a Teheran

L'ex ambasciatrice Elena Basile crede che la partita del regime change a Teheran sia ancora in atto.

Il piano di Israele e Stati Uniti a tal fine si svilupperebbe in tre fasi:

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Si comincia con la strozzatura dell'economia di un Paese attraverso sanzioni illegali, si affama il popolo, si isola il Paese che viene demonizzato fino a incarnare il male...

Per la diplomatica, che oggi scrive di Iran sul Fatto Quotidiano, non c'è, quindi, alcuna responsabilità degli ayatollah: nessuna accusa a loro carico, anche se hanno speso per anni miliardi di dollari per cercare di concretizzare il sogno di avere una bomba atomica anziché per provvedere ai bisogni del loro popolo. Anzi, la loro performance, a detta della Basile, è stata finanche superiore a quella ipotetica di una democrazia liberale:

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Credo che un governo illuminato laico e democratico non sarebbe riuscito a salvare l'economia se fosse stato sottoposto da decenni alla guerra economica occidentale...

L'infiltrazione della Cia e del Mossad nelle manifestazioni

Per Elena Basile, a muovere le proteste sono state le rivendicazioni economiche del popolo avanzate pacificamente. Niente di politico, nessuna rivendicazione di diritti come abbiamo pensato qui in Occidente. 

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Quando l'inflazione al 50% monta e la caduta della moneta nazionale è vertiginosa, la gente protesta pacificamente in piazza, poveri e commercianti dei bazar a cui si uniscono studenti occidentalizzati e insofferenti verso i presidenti teocratici, non condivisi dalla società laica, da una borghesia che sogna standard occidentali. La seconda fase ha allora inizio: le manifestazioni sono infiltrate dal Mossad e dalla Cia...

Per l'ambasciatrice, "l'operazione era preparata da tempo". E il regime bene ha fatto a chiudere Internet per non finire sotto il giogo delle potenze straniere:

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La Bbc trasmette in farsi e crea il mondo di Barbie per la società benestante iraniana

Tutto questo, sempre secondo Basile, mentre "Netanyahu e Trump fanno sfoggio del loro liberalismo politico e a essi si allinea la burocrazia non eletta europea, che applica nuove sanzioni al Paese ed evita di riconoscere la violazione del principio di ingerenza negli affari interni di un altro Stato, di ammettere che in Occidente, di fronte a tali insurrezioni armate che uccidono 300 poliziotti, il potere reagirebbe legittimamente con violenza"

La terza fase del piano, quella dell'intervento militare

Ma tant'è: la terza e ultima fase del piano Usa e israeliano al fine di giungere al regime change in Iran è costituita dall'intervento militare:

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L'obiettivo è la sirianizzazione dell'Iran, lo smembramento del rivale di Israele e l'accaparramento delle sue risorse 

Poi, quasi inutile dirlo: lo scià di nuovo al comando con "elezioni pilotate".

Fortunatamente, però, per Elena Basile, il piano del regime change a Teheran, finora, è fallito:

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Le rivolte stanno scemando. Senza Internet non ci sono direzioni estere. Milioni di musulmani sono scesi in piazza a supporto del regime. L'attacco militare sembrerebbe rinviato. Ma la morsa che stringe il Paese e affama un popolo non si allenterà...  
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