22 Jan, 2026 - 14:47

Gessica Disertore, la famiglia contro l'archiviazione: "Non si è suicidata, servono nuove indagini"

Gessica Disertore, la famiglia contro l'archiviazione: "Non si è suicidata, servono nuove indagini"

Il 27 settembre 2023 fu trovata senza vita nella cabina 81806 della nave da crociera Disney Cruise Line Fantasy, sulla quale lavorava come pasticciera. Gessica Disertore aveva 27 anni, era originaria di Triggiano, nel Barese, e sognava di aprire un locale tutto suo a Ostuni.

Secondo l'autopsia eseguita dalle autorità di Porto Rico, dove la nave era attraccata al momento del ritrovamento del suo corpo, la giovane sarebbe morta per un'asfissia meccanica. Stessa causa individuata dall'esame autoptico eseguito dal professor Francesco Introna del Policlinico di Bari.

A oltre due anni dai fatti, la Procura ha ora chiesto l'archiviazione del caso, sostenendo che la 27enne si sarebbe tolta la vita per impiccagione dopo aver scoperto il presunto tradimento da parte di un ragazzo che stava frequentando. Una ricostruzione che i familiari contestano e alla quale si sono formalmente opposti, chiedendo nuovi accertamenti.

L'opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura

L'udienza per la discussione, inizialmente fissata per il 20 gennaio, è stata rinviata al 17 febbraio. "Nell'atto abbiamo indicato tutte le ragioni della nostra opposizione", spiega a Tag24 l'avvocato Mariatiziana Rutigliani, che assiste la famiglia Disertore. 

"Innanzitutto, l'ufficiale di bordo con il quale Gessica si vedeva non era il suo fidanzato, ma una persona con cui aveva una semplice relazione fisica, come si evince dai messaggi che si scambiavano. Non pensiamo che potesse esserne gelosa, oltretutto al punto di arrivare a togliersi la vita per lui", aggiunge.

L'ipotesi del suicidio seguito a una delusione amorosa 

L'avvocato fa riferimento alla ricostruzione proposta dalla Procura, che richiama a suo supporto i filmati estrapolati dal sistema di videosorveglianza di bordo. Quella sera Gessica trascorse del tempo insieme ad altri membri dell'equipaggio; successivamente fu ripresa mentre bussava alla porta dell'ufficiale con cui aveva rapporti, che si era allontanato dal bar con un'altra ragazza, e infine, attorno alle 2:21, rientrava nella propria cabina.

Il ritrovamento del corpo da parte di una collega risale invece alle 5:35 del mattino. "Si da' per scontato che nessuno sia entrato nella cabina di Gessica perché le uniche riprese in nostro possesso inquadrano il corridoio, ma in realtà la cabina aveva un angolo cieco", prosegue l'avvocato Rutigliani, sottolineando come, a suo avviso, non sia possibile escludere del tutto la presenza di terze persone.  

La questione della seconda autopsia dopo l'imbalsamazione 

Secondo la parte civile, insomma, resterebbero ad oggi numerose zone d'ombra. Tra queste, una riguarda la gestione del corpo e l'autopsia eseguita in Italia. "Il primo esame medico legale, effettuato sul posto, aveva evidenziato la presenza di lividi. Cosa che non è più stato possibile verificare perché a Porto Rico la salma è stata imbalsamata, oltre a essere privata degli organi", spiega il legale.

"Ci sono poi tutta una serie di elementi che concernono la posizione del corpo. Le autorità locali sostengono che Gessica sia stata trovata impiccata con una cintura a una mensola di compensato, ma le foto la ritraggono sempre sul pavimento. Sappiamo inoltre che aveva messo il telefono in carica e poggiato gli occhiali, ripiegati, sul comodino". 

Dettagli che, secondo l'avvocato, non sarebbero compatibili con l'ipotesi suicidaria. "Secondo noi è plausibile che avesse un appuntamento. Cosa sia successo con certezza non lo sappiamo, ma non si è uccisa. In tutti i frame Gessica appare serena, non arrabbiata. Spiegheremo tutti i particolari al giudice, sperando che riapra il caso". 

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