23 Jan, 2026 - 09:02

Femminicidio Federica Torzullo, la psicologa Michelini: “Violenza estrema per cancellare la sua identità"

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Femminicidio Federica Torzullo, la psicologa Michelini: “Violenza estrema per cancellare la sua identità"

Federica Torzullo è l'ennesima vittima di femminicidio nel nostro Paese. Aveva deciso di separarsi dal marito, stava portando avanti un'altra relazione. Lui, Claudio Carlomagno, ora in carcere, l'ha uccisa in maniera brutale, con 23 coltellate.

Federica ha provato a difendersi dalla furia cieca del padre di suo figlio, purtroppo invano. Il cadavere è stato ritrovato dopo dieci giorni dalla sua misteriosa scomparsa, all'interno di una buca scavata con un mezzo meccanico e coperta di rovi.

Le indagini proseguono per fare luce sulla vicenda: Carlomagno ha confessato il delitto, ma molti aspetti devono ancora essere chiariti. Non risulterebbero denunce pregresse per maltrattamenti prima dell'efferato omicidio. Come può scatenarsi una violenza simile? 

"L'accanimento è dato dal movente: l'overkilling (l'azione violenta e carica di rabbia, ndr), scaturisce dalla percezione della ferita narcisistica" spiega la psicologa e criminologa clinica Silvia Michelini, intervistata da TAG24.

Femminicidio Torzullo, Silvia Michelini: "Carlomagno considerava la moglie un oggetto di sua proprietà"

Dall'autopsia effettuata sul corpo di Federica Torzullo è emerso un quadro drammatico: 19 delle 23 coltellate sono state inferte a volto e collo. Sono stati trovati segni di bruciature e la gamba sinistra era completamente amputata: Claudio Carlomagno si sarebbe accanito con colpi anche all'addome.

"Cos'è la ferita narcisistica? È un movente di odio, di vendetta e di punizione. Questa tipologia di persone non riesce ad accettare la separazione o la perdita perché considerano il loro partner un oggetto. Non riescono ad accettare che abbia una sua autodeterminazione, per cui fanno finta di nulla finché non si trovano davanti all'inequivocabilità della fine" spiega la dottoressa Michelini.

Le 19 coltellate tra volto e collo miravano a sfigurare la moglie, a cancellarne bellezza e identità. Dopo l'omicidio, Claudio Carlomagno ha nascosto il corpo, simulato una scomparsa e persino discusso con la suocera di cosa mangiasse il figlio, fingendosi Federica.

"Sembra che non avesse dato segnali prima di questa violenza, anche se non siamo ancora in possesso di tutte le informazioni. Potremmo ipotizzare che lui fosse un uomo particolarmente possessivo, oppure geloso, e che non lo avesse mai manifestato apertamente, in quanto Federica sapeva come mediare e non si erano mai creati conflitti" spiega l'esperta.

Almeno fino al momento in cui non ha realizzato che il matrimonio fosse davvero ormai finito. Federica, infatti, frequentava da qualche tempo un altro uomo.

L'accanimento sul corpo

L'accanimento sul corpo, messo in luce dall'esame autoptico, potrebbe suggerire un intento di distruzione totale, un meccanismo psicologico di punizione verso la moglie, sottolinea la psicologa Michelini.

"L'overkilling è proprio la voglia di cancellare l'identità, di farla sparire. Soprattutto io ci leggo anche inconsciamente un atto indiretto verso il nuovo compagno di Federica".

L'esperta denuncia i commenti social agghiaccianti, che giustificano in parte questa tragedia col presunto tradimento della vittima: quasi un retaggio del "diritto d'onore", a oltre 40 anni dalla sua abolizione.

Il dramma del figlio di Federica, un bambino di 10 anni rimasto orfano

In questa vicenda terribile c'è un bambino di 10 anni che è rimasto senza madre, con il padre in carcere. Cosa può spingere un genitore a commettere un atto simile senza avere la minima preoccupazione nei confronti di un figlio piccolo?

"In questi casi entrano in gioco modalità molto primitive, ossia un 'io' infantile per cui, anche se questi uomini fanno dei figli, non diventano mai dei genitori, perché sono possessivi e instaurano con la loro compagna un rapporto esclusivo" afferma l'esperta.

"Il figlio è ciò che serve per avere una famiglia, un'identità sociale, per essere accettati anche dalla partner. Ma l'egoismo, l'egocentrismo di questi soggetti annulla la presenza di chiunque altro: anche il figlio è un'estensione di sé stessi".

La criminologa clinica Michelini sottolinea l'assenza paterna: Carlomagno, descritto come un uomo molto impegnato nel lavoro, non conosceva nemmeno i gusti alimentari del bambino. Un egocentrismo che sovrasta moralità e genitorialità, mimetizzandosi fino all'arrivo del "trigger".

Infine, un appello: "Vorrei mandare alla mamma di Federica, e a chiunque si prenderà cura di questo bambino, un grandissimo incoraggiamento a mantenere vivo il ricordo di Federica e delle qualità che aveva come madre".

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