22 Jan, 2026 - 11:30

"Sentimental Value": il bellissimo dramma familiare di Joachim Trier

"Sentimental Value": il bellissimo dramma familiare di Joachim Trier

Negli ultimi due anni il cinema norvegese ha esplorato l’immenso universo della psiche e delle emozioni umane, sfornando delle affascinanti pellicole sul tema della sofferenza e dell’afflizione mentale. A partire da La solitudine dei non amati, il commovente esordio della regista Lilja Ingólfsdóttir, o Armand, firmato da Halfdan Ullmann Tøndel, o The Ugly Stepsister, la disturbante rivisitazione di Cenerentola dei fratelli Grimm, scritta e diretta da Emilie Blichfeldt, o ancora Dreams, il secondo capitolo de La trilogia delle relazioni, di Dag Johan Haugerud.

Come ho già scritto in un altro articolo, ciò che è davvero interessante è che da queste opere sta venendo fuori l’urlo di malessere psichico di un popolo sinora rimasto taciturno, assorto, silente, come se possedesse una serenità che in verità non gli appartiene. I norvegesi sembrano aver fatto della quiete e della riservatezza il loro credo più grande, mantenendo una condotta e un comportamento controllato e glaciale, come il gelo che caratterizza la loro terra. E invece pare esserci tutta una realtà interiorizzata di angoscia e tormento, tenuta ben nascosta. Tant’è che, in Norvegia, attualmente si stimano tra i 700 e 740 suicidi all’anno.

Il regista Joachim Trier, nato a Oslo nel 1974, negli anni si è contraddistinto per l’ampia analisi degli aspetti più cupi e inquieti della psiche all’interno dei suoi film. Difatti, il suicidio è un tema ricorrente in ogni suo lungometraggio; nei primi quattro, Reprise (2006), Oslo, 31. august (2011), Segreti di famiglia (2015), Thelma (2017), è un elemento esplicito, e in alcuni casi addirittura predominante, intorno al quale si svolge la trama. Negli ultimi due, La persona peggiore del mondo (2021) e Sentimental Value (2025), risulta più come uno spettro che aleggia e gravita sulle vite dei protagonisti.

Ma chi per tutta la sua esistenza si è sentito perseguitato da uno spiccato senso opprimente di malinconia, lottando contro quella parte di sé tendente alla più irriducibile depressione, potrà mai sentirsi felice? Perché se è vero che i fattori ambientali e il contesto familiare nel quale cresciamo rivestano un ruolo fondamentale nell’insorgenza dei disturbi di personalità e del disturbo depressivo, è innegabile che anche la genetica rappresenti un tassello determinante nello sviluppo di una personalità suicidaria.

Ecco, in Sentimental Value, il sesto lungometraggio di finzione diretto da Trier, scritto a quattro mani insieme al collega Eskil Vogt, si parla proprio di questo, in maniera delicatissima e soave, in un dramma familiare struggente, ma lontano dalla spettacolarizzazione del dolore. In occasione della morte della madre, Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas), si ricongiungono al padre Gustav (Stellan Skarsgård), acclamato regista cinematografico di fama internazionale, che le ha abbandonate da piccole, dopo il divorzio dalla moglie. Benché abbiano mantenuto degli sporadici contatti telefonici, tra il padre e le figlie si è instaurata una tesa distanza emotiva. Ma se Agnes sarà più disponibile a ricucire i rapporti, Nora farà di tutto per evitare di incontrarlo ancora.

Nonostante l’ottimo cast, il cuore pulsante della vicenda è messo in risalto dall’incontro/scontro umano e generazionale tra Renate Reinsve e Stellan Skarsgård, due interpreti straordinari che si contendono la scena, sia nella finzione che nella realtà. Gustav e Nora sono due artisti tormentati: il primo, splendido cineasta, ma tremendo individuo e padre, narcisista, autoreferenziale, che non conosce empatia; la seconda, talentuosa attrice di teatro, oppressa da sempre da un’infelicità costante.

Con grande eleganza, Joachim Trier in Sentimental Value torna a parlare di malessere e suicidio, attraverso la storia di una famiglia abbastanza comune e vissuta da tanti, ma purtroppo sempre maledettamente attuale. Io stessa devo ammettere che ho rivisto molto, anche troppo, di me in questo soggetto, soprattutto nel rapporto delle sorelle Nora e Agnes. Trier, tramite una solida sceneggiatura drammatica, utilizzando con maestria lo spazio narrativo, tra silenzi e dialoghi accennati, trattenuti, ma traboccanti di pathos, ci fa immergere nel dolore dei personaggi al punto da farcelo percepire come nostro. Il film è stato presentato in anteprima il 21 maggio 2025 al 78º Festival di Cannes, mentre in Italia verrà distribuito nelle sale cinematografiche a partire da oggi. Per Sentimental Value, 4 stelle su 5.

 

 

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