21 Jan, 2026 - 20:20

Proteste in Iran, qual è il bilancio dei morti? Il primo annuncio della tv di stato

Proteste in Iran, qual è il bilancio dei morti? Il primo annuncio della tv di stato

La televisione di stato iraniana ha diffuso per la prima volta il bilancio ufficiale delle vittime delle proteste, indicando 3.117 morti. Tuttavia, le stime di attivisti e organizzazioni internazionali restano divergenti. Le manifestazioni, iniziate per motivi economici a dicembre 2025, si sono trasformate in un’ondata di proteste nazionali contro il regime.

Proteste in Iran, il bilancio ufficiale delle vittime

La televisione di stato iraniana ha diffuso per la prima volta dall'inizio delle proteste, nella serata del 21 gennaio 2026, il bilancio ufficiale delle vittime. Secondo quanto riportato, sono state uccise 3.117 persone.

Finora, le stime sul bilancio delle vittime pubblicate da diversi organi di stampa internazionali erano contrastanti a causa delle difficoltà nel verificare le informazioni. Nonostante le recenti dichiarazioni del regime, i numeri calcolati da attivisti e osservatori indipendenti restano divergenti.

La maggior parte dei media internazionali si basa sulle stime di Iran Human Rights (IHRNGO), con sede in Norvegia, e Human Rights Activists in Iran (HRANA), con sede negli Stati Uniti. Il 20 gennaio, HRANA ha riportato 4.501 decessi confermati, mentre il 14 gennaio IHRNGO aveva indicato che almeno 3.428 persone erano state uccise. Queste discrepanze evidenziano quanto sia difficile ottenere dati accurati in un contesto di restrizioni sulle informazioni.

Origine delle proteste in Iran

Le proteste in Iran sono iniziate a seguito dello sciopero dei commercianti del 28 dicembre 2025, contro la svalutazione della valuta locale e le difficili condizioni economiche.

Queste iniziali manifestazioni, scaturite da motivazioni economiche, si sono rapidamente trasformate in proteste di portata nazionale contro il regime, coinvolgendo varie città e settori della popolazione. Il malcontento economico ha quindi fornito il terreno su cui si sono sviluppate dimostrazioni di più ampia portata.

Blackout internet e dichiarazioni del leader supremo

L'8 gennaio è stato imposto un blackout di internet che è tuttora in corso. Secondo i dati dell’osservatorio internet, NetBlocks, al 21 gennaio l’Iran era sotto restrizioni nazionali di connessione da oltre 300 ore.

Il 17 gennaio, il leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha accusato gli Stati Uniti dei danni inflitti e delle vittime durante le proteste. Inoltre, Khamenei ha attribuito la responsabilità dei disordini a nemici stranieri.

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