Tra folklore nordico, humor nero e spirito natalizio che vira rapidamente al caos, "Non fate infuriare l’elfo" gioca con le regole della commedia horror e le ribalta con gusto.
Il film norvegese del 2023, diretto da Magnus Martens e scritto da Aleksander Kirkwood Brown, mette insieme una famiglia americana, una fattoria isolata e una creatura del mito scandinavo che pretende rispetto assoluto.
Nel cast spiccano Martin Starr, Amrita Acharia e Kiran Shah, volto storico delle creature fantasy, qui nei panni dell’elfo del fienile. L’anteprima arriva al Fantastic Fest il 23 settembre 2023, mentre l’uscita nelle sale norvegesi è fissata al 10 novembre dello stesso anno, con un’accoglienza critica decisamente calorosa.
La storia segue i Nordheim: Bill, i figli Nora e Lucas e la matrigna Carol, che si trasferiscono dagli Stati Uniti a una fattoria ereditata in Norvegia proprio sotto Natale.
Il clima è da cartolina, ma l’atmosfera in casa è tutt’altro che rilassata: Nora fatica ad accettare Carol, Bill pensa soprattutto a trasformare il fienile in un’attrazione turistica, mentre Lucas è l’unico davvero incuriosito dal luogo e dalle sue stranezze.
Durante una passeggiata in paese, il ragazzo entra in contatto con Tor Age, custode di una piccola mostra sulle creature del folklore locale.
È lui a spiegare l’esistenza degli elfi del fienile, noti per aiutare chi rispetta tre regole fondamentali: niente luci artificiali, niente rumori forti e nessun cambiamento nell’ambiente. Lucas prende tutto sul serio e, poco dopo, incontra davvero l’elfo che vive nella loro proprietà.
Tra i due nasce un rapporto tenero e silenzioso, fatto di biscotti e piccoli gesti di fiducia. Il problema nasce quando gli adulti ignorano ogni avvertimento e organizzano una festa nel fienile, con luci, musica e decorazioni natalizie.
Tutto ciò che l’elfo detesta prende forma in una sola sera, e da quel momento la convivenza pacifica si trasforma in una spirale di violenza che coinvolge anche gli abitanti del posto.
Il cuore visivo del film è la fattoria isolata tra boschi innevati, un luogo che sembra uscito da una fiaba ma che si rivela perfetto per un horror natalizio. Gli esterni mostrano paesaggi candidi e silenziosi, mentre gli interni del fienile diventano un labirinto di ombre, travi e passaggi nascosti, ideali per inseguimenti e colpi di scena.
Il contrasto tra l’idea americana di "casa perfetta per le feste" e il rispetto quasi sacro che la tradizione norvegese riserva agli spiriti domestici è uno dei motori del racconto.
La regia insiste sulle differenze culturali, spesso con ironia, e usa la neve non solo come elemento estetico, ma come barriera che isola la famiglia e rende ogni fuga più difficile.
Anche il paese contribuisce al senso di straniamento: poche case, luci soffuse, personaggi che sembrano sapere più di quanto dicano. In questo scenario, il folklore non è un semplice sfondo, ma una presenza concreta che detta le regole della sopravvivenza.
Quando gli elfi del fienile chiamano rinforzi e la situazione degenera, la famiglia è costretta a separarsi per tentare di salvarsi. Ognuno reagisce con gli strumenti che ha: Nora usa la sua abilità sportiva, Carol improvvisa armi di fortuna, Lucas prova fino all’ultimo a ristabilire un contatto con la creatura che conosce.
Tor Age interviene per tentare una mediazione, ma il confronto si trasforma rapidamente in un nuovo bagno di sangue. L’unica via d’uscita rimasta è tornare proprio nel fienile, il luogo da cui tutto è partito, e usarlo come ultima trappola.
Tra benzina, fiamme e una corsa contro il tempo, i Nordheim scelgono di sacrificare l’edificio per fermare l’assalto.
Nel caos finale, Lucas riesce a ottenere la fiducia dell’elfo "di casa", che sopravvive all’incendio. La creatura viene poi trasferita nella mostra di Tor Age, un ambiente dove le regole possono essere rispettate e dove nessuno pensa di trasformare il folklore in un’attrazione commerciale.
La famiglia resta segnata dall’esperienza, ma comprende finalmente che, in quella terra, tradizioni e spiriti non sono mai solo leggende da raccontare davanti al camino.