21 Jan, 2026 - 16:36

Il prof D'Orsi dà appuntamento al 28 gennaio a Torino: "Siamo rinvigoriti anche se minacciati dai filo-ucraini"

Il prof D'Orsi dà appuntamento al 28 gennaio a Torino: "Siamo rinvigoriti anche se minacciati dai filo-ucraini"

Tra giusto una settimana, mercoledì 28 gennaio, finalmente, il professor Angelo D'Orsi potrà tenere nella sua Torino la conferenza sulla Russia che prima di Natale era saltata per motivi di ordine pubblico in a seguito delle accuse di filo-putinismo che gli sono arrivate.

Il Pala Ruffini è già tutto esaurito. Saranno oltre 4 mila le persone pronte ad ascoltarlo dal vivo. Ma molte di più si sintonizzeranno sulla diretta streaming che renderà visibile anche il canale YouTube di Tag24.it.

Nel frattempo, il docente di storia contemporanea, al nostro sito, ha dichiarato che torna nella sua città in maniera "rinvigorita".

L'appuntamento di Torino del professor D'Orsi

Cosa ha dichiarato di preciso il professor D'Orsi a Tag24?

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Torno nella mia Torino in maniera rinvigorita. Anche se ci stanno già arrivando delle minacce da parte di gruppi filo-ucraini che anticipano che vogliono venire a disturbare. Noi, però, avremo un servizio d'ordine interno. E anche la Digos è allertata. Quindi, non siamo preoccupati

Tuttavia, D'Orsi confessa che c'è un elemento che lo inquieta:

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Ogni volta che si tenta di fare una contronarrazione rispetto a quella obbligatoria del mainstream, c'è la mobilitazione sia di personaggi politici, e sappiamo a chi mi riferisco, sia di gruppetti vicini alle associazioni ucraine in Italia. Comunque, non voglio nemmeno sopravvalutarli. Torno a Torino con grande soddisfazione. Saranno tantissime le persone che ci seguiranno, vuol dire che si avverte un bisogno di verità. È quello che io sto provando a soddisfare anche con un tour che cerca di toccare un po' tutta l'Italia. Per me è faticoso, ma credo anche che sia un dovere aiutare le persone ad aprire gli occhi... 

Il futuro del mondo

In ogni caso, mercoledì prossimo, D'Orsi avrà la possibilità di parlare di come, secondo lui, si sta sviluppando la situazione internazionale dopo le ultime di Trump sulla Groenlandia, l'atteggiamento assunto dall'Europa, l'evolversi della guerra in Ucraina e il possibile intervento militare in Iran.

Il primo scenario che il professore vede all'orizzonte è quello di una nuova spartizione del mondo tra le tre super potenze, Usa, Cina e Russia. Anche se Trump e gli americani vorrebbero comandare da soli...

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Ma non ci riusciranno. Il loro desiderio è antistorico. Il mondo sta andando in un'altra direzione. Io auspico che, anziché una tripartizione, si istaurasse un policentrismo, un mondo multipolare. Però, l'ipotesi che siano in tre a guidare il mondo è molto realistica. Trump ha capito, o qualcuno gli ha fatto capire, che la Cina sarebbe un osso ancora più duro della Russia, e che quindi non può sottometterla. La Cina è impermeabile alle minacce di Trump. Per questo il presidente ha capito che non può iniziare con Pechino una guerra né commerciale né, men che meno, militare. Meno male che Russia e Cina, come dimostra l'esperienza dei Brics, sono impegnate per un mondo multipolare. E credo che questa sia la direzione migliore in cui il mondo si incamminerà

Il nodo Iran

D'Orsi crede che anche il ripensamento di Trump a proposito di un intervento militare in Iran collimi con la sua analisi:

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Sia Putin che Xi gli hanno fatto cambiare idea. Anche perché a Teheran non si può sottovalutare la popolazione che sostiene il governo. A tal proposito, l'Occidente ha sbagliato ancora una volta. Perché in parte ha sperato nell'intervento armato di Usa e Israele, e in parte ha sostenuto le rivolte senza capire che erano dovute a fattori principalmente economici, non politici

Per D'Orsi, quindi, è una sorta di cane che si morde la coda: se l'economia iraniana è al collasso lo si deve di sicuro agli errori del governo di Teheran, ma "in gran parte alle sanzioni che proprio l'Occidente ha imposto all'Iran..."   

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