21 Jan, 2026 - 16:38

Von der Leyen non rientra a Davos, Bruxelles al centro della risposta UE alle tensioni con Washington: focus sul Consiglio europeo

Von der Leyen non rientra a Davos, Bruxelles al centro della risposta UE alle tensioni con Washington: focus sul Consiglio europeo

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha deciso di non tornare al World Economic Forum di Davos preferendo concentrare le proprie energie sulla preparazione di un vertice del Consiglio europeo che si terrà il 22 gennaio 2026 a Bruxelles. 

La decisione arriva in un momento di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Unione Europea, tra minacce di nuovi dazi e questioni strategiche legate alla Groenlandia.

Von der Leyen ha già tenuto il suo discorso a Davos il 19 gennaio e con questa decisione perderà l'occasione di un eventuale incontro faccia a faccia con il presidente americano, Donald Trump.

Von der Leyen non tornerà a Davos

"La presidente ha valutato strategicamente e politicamente che il modo migliore per impiegare le sue energie fosse tornare a Bruxelles per concentrarsi sulla preparazione di quella che sarà una riunione molto importante del Consiglio europeo", ha affermato il vice portavoce della Commissione, Olof Gill, indicando che Ursula von der Leyen non tornerà a Davos dopo aver tenuto il suo discorso il 19 gennaio.

Il vertice speciale dei leader europei, previsto per il 22 gennaio, arriva dopo le minacce di Donald Trump di imporre nuovi dazi su otto paesi europei. All’interno dell’Unione emergono posizioni divergenti. Mentre la Francia sostiene l’uso dello strumento anti-coercizione, alcune nazioni europee chiedono un approccio più moderato.

Il commercio come strumento di dialogo

Von der Leyen ha sottolineato la distinzione tra la società civile americana e la classe politica, ribadendo l’amicizia tra Europa e "il popolo degli Stati Uniti". La presidente della Commissione Ue ha, inoltre, invitato Washington a rispettare l’accordo commerciale raggiunto nell'estate del 2025:

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L'UE e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa.

Definendo eventuali dazi aggiuntivi come un "errore", la presidente ha inoltre invitato l’UE a considerare gli "shock geopolitici" come opportunità.

Secondo von der Leyen, "il cambiamento epocale che stiamo attraversando oggi è un'opportunità, anzi, una necessità per costruire una nuova forma di indipendenza europea".

Sicurezza e alleanze globali

Sull’aspetto della sicurezza, von der Leyen ha evidenziato la centralità della NATO:

"Lavoreremo con gli Stati Uniti e tutti i partner per una maggiore sicurezza artica", ha affermato evidenziando l’importanza della collaborazione transatlantica.

La presidente ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare i partenariati con altri paesi, come Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda, in un’ottica di sicurezza comune. Allo stesso tempo, ha posto l’accento sul percorso dell’UE verso una maggiore autonomia strategica, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti pur mantenendo legami di sicurezza essenziali.

Von der Leyen ha infine citato l’espansione delle alleanze commerciali come parte di questa strategia, dall’accordo con il Mercosur fino a nuovi partenariati con Messico, Indonesia e India, per adattarsi al nuovo ordine globale.

Tra commercio, sicurezza e indipendenza strategica, l’Unione Europea cerca di bilanciare relazioni transatlantiche con iniziative globali, puntando a trasformare sfide geopolitiche in opportunità concrete per rafforzare il proprio ruolo internazionale.

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