La visita ufficiale del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Asia, segna una tappa significativa
per la politica estera italiana, con l’intento di rafforzare il ruolo dell’Italia in aree strategiche, al di fuori
dell’Unione Europea. Il viaggio, durato dal 14 al 19 gennaio, e articolato in tre tappe (Orman,
Giappone e Corea del Sud), si inserisce in un contesto globale in continuo cambiamento, dove è
fondamentale la ricerca di equilibri e alleanze. La missione della premier, dunque, si è prefissata il
consolidamento delle relazioni bilaterali, la promozione degli interessi economici italiani e il
rafforzamento del dialogo politico con partner chiave per il futuro.
La prima tappa del viaggio, avvenuta il 14 gennaio, ha portato Giorgia Meloni in Oman, un fattore
centrale per la stabilità del Medio Oriente e un punto di riferimento affidabile dal punto di vista
diplomatico, collocato sul Golfo Persino, poco lontano dalle coste iraniane. Qui, la premier è stata
accolta dal sultano Haitham bin Tariq Al Said, al potere dal 2020, e il dialogo tra i due leader, tenutosi
presso il Palazzo Al Barakah, si è concentrato su diverse aree chiave, tra cui cooperazione
energetica e sicurezza regionale. L’Oman, infatti, rappresenta, per l’Italia, un partner strategico,
soprattutto relativamente alla diversificazione delle fonti energetiche e allo sviluppo di progetti
ecologici, e il settore “olio e gas” contribuisce a circa il 30% del PIL dell’Oman, da cui il governo
ricava il 70% delle sue entrate annuali. Inoltre, entrambi i leader hanno discusso delle attuali tensioni
geopolitiche presenti nel Medio Oriente, in Yemen e Iran.
A Tokyo, Giorgia Meloni ha anche celebrato il 160esimo anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia
e Giappone. Durante la visita, il Presidente del Consiglio ha incontrato la prima ministra Sanae
Takaichi, la prima donna a ricoprire questo ruolo nel Paese, dall’ottobre del 2025: quest’incontro ha
rappresentato un’importante occasione per discutere di un nuovo livello di cooperazione,
formalizzato attraverso la firma di un Partenariato Strategico Speciale, accordo che include
impegni specifici per il periodo 2026-2027, con l’obiettivo di accelerare i progetti in ambito economico
e tecnologico (Piano d’Azione Italia-Giappone 2024-2027).
Meloni e Takaichi hanno discusso anche questioni legate alla sicurezza e alla stabilità dell’IndoPacifico, nonché della situazione in Ucraina e in Medio Oriente. Si sono svolti, inoltre, dei colloqui
con le più importanti aziende giapponesi, con l’intento di promuovere nuovi investimenti e
collaborazioni industriali. La presenza italiana in Giappone è in crescita, con circa 170 aziende attive
nei settori della moda, del lusso e della meccanica di precisione. Inoltre, il Giappone è il terzo partner
commerciale dell’Italia in Asia, e l’interscambio bilaterale ha già raggiunto i 10,4 miliardi di euro, con
un incremento significativo delle esportazioni Made in Italy. Inoltre, il 17 gennaio Meloni ha incontrato
i vertici delle principali aziende giapponesi presso l’Ambasciata italiana a Tokyo, in un’occasione per
promuovere e stimolare nuovi e ulteriori investimenti in Italia.
La visita di Meloni in Giappone segue il successo del Padiglione Italia all’EXPO Universale di Osaka
2025, che ha ottenuto il premio più prestigioso del Bureau International Des Expositions (BIE) e ha
riscosso grande consenso tra i visitatori. Meloni ha affermato che, a Tokyo, ha trovato un “alleato
affine” e “una sintonia immediata”, un vantaggio in un contesto internazionale in cui le certezze sono,
ogni volta, meno.
Il confronto tra i Presidenti ha toccato anche i principali dossier geopolitici, a partire dalla stabilità
dell’area Indo-Pacifica. Meloni ha espresso apprezzamento per l’approccio “pragmatico e
costruttivo” del presidente Lee, sottolineando la necessità di ridurre le tensioni internazionali
attraverso una maggiore cooperazione. Italia e Corea condividono, inoltre, l’obiettivo di rafforzare il
coordinamento nei forum multilaterali, intensificare la cooperazione con i Paesi del G7, ed esplorare
nuove collaborazioni in Africa, unendo tecnologie, formazione e investimenti. Come ha detto Giorgia
Meloni, si tratta di “due Nazioni amiche e tecnologicamente avanzate, e la loro affinità rappresenta
un grande valore aggiunto da sfruttare e valorizzare, per muoversi al meglio in uno scenario globale
in costante mutamento”.
A Seoul, Giorgia Meloni ha anche visitato il Seoul National Cemetary, il principale cimitero Nazionale
della Corea del Sud, situato a Dongjak-gu, che onora i soldati caduti in particolare durante la Guerra
di Corea, dove ha deposto una corona di fiori e firmato il Libro d’Onore: “Oggi sono qui per inchinarmi
davanti a tutti coloro che hanno sacrificato il bene più prezioso in nome della Patria. Il loro sacrificio
non è stato vano, perché ha dato voce ad un popolo e al futuro di una Nazione”. Poi ha aggiunto: “Il
governo coreano mi ha donato un libro fotografico dell’ospedale della Croce Rossa, la cui
costruzione venne promossa dall’Italia durante la guerra: voglio ringraziare il popolo coreano per
ricordare ancora questo impegno italiano”.
Come si può ben apprendere, dunque, la promozione di scambi umani e culturali tra Corea del Sud
e Italia, durante questa visita, è stata importante tanto quanto lo sviluppo degli accordi in materia di
commercio e investimenti.