Il Tar dell'Emilia-Romagna ha annullato la delibera "Bologna Città 30", accogliendo il ricorso dei tassisti contro il limite generalizzato di 30 km/h su gran parte delle strade urbane.
La sentenza, depositata ieri, conferma l'illegittimità del provvedimento introdotto dal Comune nel gennaio 2024.
Ma ora cosa accadrà a Roma, che ha avviato appena la scorsa settimana un provvedimento simile?
Perché il Tar dell'Emilia-Romagna ha tolto il freno imposto dall'amministrazione comunale alle auto bolognesi? I giudici fondamentalmente hanno rilevato una violazione dei limiti alla competenza regolatoria comunale in materia di circolazione stradale.
Il Piano particolareggiato del traffico urbano e le relative ordinanze sono stati annullati perché il limite di 30 km/h è stato esteso al 64-70% della rete viaria senza motivazioni specifiche strada per strada, come prescritto dall'articolo 142 del Codice della Strada.
Il Tar ha sottolineato che i limiti sotto i 50 km/h devono riguardare singole arterie con caratteristiche peculiari, come presenza di scuole o zone vulnerabili, e non essere generalizzati.
Il sindaco Matteo Lepore ha definito la decisione del Tar una "questione burocratica" e ha annunciato di proseguire con la funzione pianificatoria comunale.
Come dire: nessun passo indietro. Il primo cittadino si è detto pronto a nuovi atti conformi per "salvare vite sulla strada" mentre l'assessore Michele Campaniello ha parlato di "boicottaggio politico" del centrodestra.
I dati comunali indicano, iintanto, una riduzione del 13% degli incidenti, del 50% dei morti e dell'11% dei feriti nel primo anno.
Fratelli d'Italia alla decisione del Tar ha esultato. Galeazzo Bignami e Stefano Cavedagna hanno parlato di "sconfitta politica per Lepore" e di "propaganda ideologica" che violava il Codice della Strada.
Matteo Salvini ha lodato il "buonsenso" contro misure ideologiche. La Lega, inoltre, annuncia un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale.
Il provvedimento bolognese ha avuto una vita travagliata: entrato in vigore il 16 gennaio 2024 dopo una fase sperimentale, era stato contestato fin dall'inizio.
Una sentenza Tar del 2024 lo aveva ritenuto ammissibile, ma fu ribaltata dal Consiglio di Stato nel luglio 2025.
Nel frattempo, la delibera è stata presa a modello anche a Roma. Per questo, oggi, i rappresentanti della Lega in Campidoglio avvisano:
dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina:
La conclusione del leghista è questa: