Le polemiche politiche attorno al nuovo decreto sicurezza che il governo si appresta a varare non accennano a diminuire. Il provvedimento, messo a punto dal Viminale e atteso all’approvazione in Consiglio dei ministri entro la fine di gennaio, è al centro di un acceso confronto tra maggioranza e opposizioni.
Da un lato l’esecutivo – anche alla luce dei drammatici casi di cronaca recente - rivendica la necessità di rafforzare gli strumenti a tutela dell’ordine pubblico, della legalità e della sicurezza nazionale; dall’altro, le forze di opposizione denunciano il rischio di una stretta eccessiva sui diritti civili, sull’uso della forza e sulla gestione dei fenomeni sociali più complessi, come il disagio giovanile e l’immigrazione.
Una polarizzazione delle parti che tuttavia pare non riflettere lo stato d’animo delle persone che – al di là del colore politico – sentono forte il senso di insicurezza e chiedono misure più efficaci per contrastare i fenomeni di violenza e criminalità che tengono in ostaggio le città italiane e guarderebbero con consenso alle misure contenute nel pacchetto sicurezza allo studio del governo.
E’ quanto emerge dal monitoraggio mensile dell’Osservatorio sui temi sociali di Noto Sondaggi, realizzato su un campione di 2.000 italiani rappresentativi per genere, età e area geografica, i provvedimenti del nuovo decreto sicurezza registrano livelli di approvazione molto elevati.
Ecco allora nel dettaglio cosa è emerso dalle ultime rilevazioni sul tema della sicurezza.
Il monitoraggio mensile dell’Osservatorio sui temi sociali di Noto Sondaggi ha evidenziato un consenso ampio e trasversale nei confronti del nuovo pacchetto di norme per la sicurezza allo studio di Palazzo Chigi.
La media del consenso oscilla infatti tra il 60 e il 70%, percentuali decisamente superiori a quelle di gradimento complessivo del governo, che si attestano intorno al 46-48%.
Come ha spiegato il direttore di Noto Sondaggi, Antonio Noto, questo dato indica chiaramente che una parte consistente di cittadini che non voterebbe i partiti di governo sostiene comunque le nuove norme in materia di sicurezza.
Ancora più significativo è il risultato relativo alle misure che riguardano i minori tra i 12 e i 14 anni: in questo caso il livello di consenso supera il 70%, segno di una forte sensibilità dell’opinione pubblica verso il tema della prevenzione.
Agli intervistati è stato chiesto anche di esprimersi su tre vicende che hanno fortemente diviso la politica e l’opinione pubblica: lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, l'espulsione dell'imam di Torino Shanin e l'inchiesta che ha coinvolto Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia.
In relazione al tema degli sgomberi e, in particolare, il caso del centro sociale Askatasuna a Torino. Per il 63% degli intervistati si è trattato principalmente di un problema di ordine pubblico, mentre il 60% lo considera una questione di legalità e di rispetto delle istituzioni.
Colpisce il fatto che non solo l’elettorato di centrodestra, ma anche circa un terzo di quello dell’opposizione, si dichiari favorevole allo sgombero, ritenendolo necessario per garantire la sicurezza.
Alla domanda se tutti i centri sociali debbano essere sgomberati, il 46% risponde affermativamente solo in presenza di reati gravi. Coerentemente, il 65% degli italiani condivide l’azione della polizia nello sgombero di Askatasuna, mentre il 51% si dice d’accordo con l’intervento pur ritenendo che il Comune avrebbe dovuto gestire prima la situazione.
Sul fronte della sicurezza nazionale, il 60% degli italiani considera l’espulsione dell’imam di Torino Shahin un provvedimento legato alla tutela dello Stato, con un giudizio positivo che sale al 64%.
Anche in questo caso, una quota non marginale di elettori di Pd e Movimento 5 Stelle si dichiara favorevole. Analogo consenso, intorno al 60%, si registra per l’arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia.
Nel complesso, il sondaggio di Noto Sondaggi evidenzia un dato politico rilevante: sui temi della sicurezza esiste un’area di consenso trasversale che va oltre gli schieramenti tradizionali.
Gli italiani sembrano privilegiare un approccio pragmatico, orientato alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale, anche a costo di misure preventive e interventi decisi dello Stato.
Per il governo, questi numeri rappresentano un’importante sponda sociale in vista dell’approvazione del decreto; per l’opposizione, un segnale della necessità di confrontarsi con una domanda di sicurezza che attraversa l’intero elettorato.
I dati emersi dalle rilevazioni di Noto Sondaggi fotografano un senso di insicurezza che attraversa in maniera trasversale la società italiana. I dati parlano chiaro le persone chiedono risposte immediate e certe con l’adozione di misure più incisive per il contrasto alla criminalità e chi saprà fornirgliele – o risulterà più convincente – vincerà anche nelle urne.
Il dato politico è rilevante: sui temi della sicurezza esiste un’area di consenso trasversale che va oltre gli schieramenti tradizionali.
La sicurezza sarà il principale terreno di scontro della prossima campagna elettorale per Palazzo Chigi, un terreno su cui per vocazione naturale il centrodestra si trova maggiormente a suo agio, rispetto ad un centrosinistra che – soprattutto negli ultimi due decenni – ha trascurato il tema ritrovandosi oggi senza proposte concrete da presentare al proprio elettorato, che chiede soluzioni ad un problema sentito come di primaria importanza.