20 Jan, 2026 - 18:10

Nordio ha commentato il video di Alessandro Barbero sulla sua riforma dicendo che è "eccentrico"

Nordio ha commentato il video di Alessandro Barbero sulla sua riforma dicendo che è "eccentrico"

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha replicato con sarcasmo alle critiche mosse dallo storico Alessandro Barbero alla sua riforma che sarà sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo prossimi.

Il video di Barbero, diffuso il 17 gennaio 2026, ha acceso un nuovo dibattito attorno all'opportunità di separare delle carriere in magistratura.

Nordio ha definito "eccentriche" le interpretazioni dello storico, difendendo la sua riforma come strumento contro il correntismo politicizzato delle toghe e per una giustizia più giusta.

Cosa ha detto Nordio del video di Barbero

Nordio ha commentato il video di Barbero con una breve intervista al Fatto Quotidiano ironizzando così:

virgolette
Tutti gli storici hanno interpretazioni diverse dei fatti. Anche alcune più eccentriche

Nordio ha evidentemente contestato l'idea espressa da Barbero secondo cui la riforma indebolirebbe il CSM, permettendo al governo di controllare i magistrati come in uno "stato autoritario".

Il ministro ha sottolineato, poi, che l'Alta Corte disciplinare introdotta dalla sua norma serve a garantire proprio l'imparzialità senza subire influenze correntizie, e ha minimizzato i pochi provvedimenti disciplinari passati.

Perché il video di Barbero ha suscitato tante polemiche

Il video di Barbero, ripostato dal comitato "Società civile per il No" e pubblicato su YouTube, ha totalizzato migliaia di visualizzazioni in poche ore, dividendo l'opinione pubblica.

Lo storico ha sostenuto che la separazione delle carriere esiste già de facto e che la vera posta in gioco è la "distruzione del CSM" così come voluto dai Padri della Costituzione: con togati estratti a sorte e la componente laica scelta dal governo si rischiano derive autoritarie.

Sta di fatto che Antonio Di Pietro oltre che i commentatori di giornali come Il Foglio e Il Giornale hanno accusato Barbero di inesattezze storiche e confusione tra separazione di carriere e di funzioni.

Così, hanno definito le sue parole "false" e portatrici di "disinformazione".

La popolarità di Barbero, naturalmente, non ha fatto altro che amplificare il clamore.

Anche esponenti di Fratelli d'Italia lo hanno criticato e sui social si sono sprecati fact-checking per smontare i suoi argomenti: il fronte referendario è sempre più polarizzato.

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