Notte europea ad alta tensione all’Allianz Stadium. Juventus-Benfica è molto più di una semplice partita: è uno scontro tra due filosofie, due allenatori di fama mondiale e due squadre costrette a reinventarsi a causa di assenze pesanti.
Luciano Spalletti e José Mourinho preparano la gara nei dettagli, consapevoli che anche un singolo episodio può indirizzare il risultato. Tra scelte obbligate, talento giovane e grande esperienza internazionale, il match promette ritmo, duelli e colpi di scena.
La Juventus arriva all’appuntamento con fiducia ma anche con l’infermeria affollata. I bianconeri puntano su organizzazione, qualità tra le linee e intensità per mettere sotto pressione un Benfica solido e abituato a partite di questo livello.
I portoghesi, dal canto loro, si presentano a Torino con l’etichetta di squadra ostica, compatta e pronta a colpire al momento giusto. Mourinho sa come preparare queste partite e lo ha dimostrato più volte in carriera.
Luciano Spalletti dovrebbe confermare il 4-2-3-1, puntando su una Juventus compatta ma capace di accendersi improvvisamente in zona offensiva.
In porta spazio a Di Gregorio, mentre la linea difensiva dovrebbe essere composta da Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso.
A centrocampo il duo Locatelli-Thuram garantisce copertura e costruzione. Sulla trequarti agiscono Conceição, McKennie e Yildiz, chiamati a dare imprevedibilità e supporto all’unica punta David. Le assenze offensive pesano, ma Spalletti punta sulla coralità per sopperire.
Anche il Benfica dovrebbe disporsi con il 4-2-3-1, affidandosi alla propria identità tattica. Tra i pali Trubin, con una difesa guidata dall’esperienza di Otamendi. In mezzo al campo Barreiro e Aursnes saranno fondamentali per spezzare il gioco juventino.
Dietro l’unica punta Pavlidis, spazio a fantasia e velocità con Prestianni, Sudakov e Scjelderup, pronti a colpire in transizione. Mourinho cercherà una gara attenta, aspettando l’errore dell’avversario.
La Juventus deve rinunciare a pedine importanti, soprattutto nel reparto offensivo, riducendo le alternative dalla panchina. Anche il Benfica non è al completo e perde giocatori chiave tra difesa e attacco.
Queste assenze potrebbero incidere sul ritmo della partita e sulle strategie dei due allenatori, rendendo la gestione dei cambi un fattore decisivo.
Molto dipenderà dai duelli sulle fasce e dalla capacità di sfruttare le palle inattive. La Juventus proverà a fare la partita, mentre il Benfica cercherà di colpire negli spazi.
Occhio ai trequartisti: un lampo di qualità può spezzare l’equilibrio in una gara che si preannuncia bloccata e combattuta fino all’ultimo minuto.
Juventus-Benfica è una sfida che unisce storia, tattica ed emozioni. Spalletti contro Mourinho, giovani talenti contro veterani, ambizioni europee in gioco. Tutti ingredienti perfetti per una notte che può lasciare il segno nella stagione di entrambe.