Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio nominati con decreto ministeriale del 4 aprile 2025.
Nel suo intervento, ha ribadito l'importanza dell'indipendenza e dell'imparzialità della magistratura, in un contesto di dibattito sulla riforma della giustizia.
L'evento, preceduto da interventi del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli e della presidente della Scuola Superiore della Magistratura Silvana Sciarra, ha visto la presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Mattarella ha definito "indiscutibili" le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura, funzionali a decisioni adottate "secondo diritto" e non per condizionamenti, pregiudizi o influenze esterne.
Inoltre, il presidente ha sottolineato che "chi esercita la giurisdizione ha il dovere di essere imparziale, e di testimoniare imparzialità in ogni contesto, anche extrafunzionale", per preservare la fiducia dei cittadini nell'attività giudiziaria, evidenziando come rigore morale e alta professionalità sorreggano la credibilità dell'Ordine giudiziario.
Il Capo dello Stato ha descritto il compito dei neo-magistrati come "complesso e avvincente", basato sul senso di responsabilità e li ha invitati a essere "agenti della Costituzione, attori nella difesa della legalità e della giustizia, presidio dei diritti di ogni persona".
Mattarella ha consigliato, poi, oltre alla conoscenza delle norme, "leale confronto, rifiuto di presunzione, umiltà e prudenza nel giudizio", doti "più facili da elogiare che da praticare".
Il Presidente ha poi insistito sull'applicazione non automatica della legge, ma su una necessaria ponderazione e valutazione ancorata al diritto positivo anche sovranazionale per una tutela dei diritti più completa nell'integrazione europea.
L'intervento di Mattarella assume rilievo nel dibattito sulla riforma Nordio e il referendum in programma i prossimi 22 e 23 marzo.
Mattarella ha blindato l'indipendenza giudiziaria contro critiche e proposte di revisione, in un momento di tensioni tra governo e toghe.
Le sue parole rafforzano il modello costituzionale del Csm autonomo, fungendo da monito per i giovani magistrati in un sistema che ora vuole essere profondamente riformato.
Queste esortazioni non solo orientano i tirocinanti, ma riecheggiano il ruolo storico della magistratura italiana nell'attuazione dei principi costituzionali,