Cosa dirà Giorgia Meloni giovedì al Consiglio Europeo sulla crisi Groenlandia? Se lo chiedono i partiti dell’opposizione che puntano il dito sulle divisioni tra gli alleati di governo e chiedono alla presidente del Consiglio di andare in Parlamento ad illustrare la posizione dell’Italia in merito alla risposta da opporre alle minacce di dazi del presidente Usa Donald Trump.
Il dossier Groenlandia divide gli alleati europei, ma anche la maggioranza di governo dove le sensibilità sono diverse, seppur tutti concordino sulla necessità di lavorare per evitare di andare allo scontro con il governo americano.
Giovedì prossimo i leader europei discuteranno delle misure da adottare per rispondere alle minacce del presidente Usa di imporre nuovi dazi commerciali all’Europa e in particolare a quegli Stati che hanno inviato i propri militari in Groenlandia.
Una misura interpretata come anti-americana dal governo di Washington che non intende abbandonare le proprie mire sull’isola danese, crocevia per il controllo dell’Artico.
Gli strumenti sul tavolo dei 27 sono essenzialmente due: l’attivazione del meccanismo anti-coercizione – noto anche come bazooka - che prevede la chiusura di intere fette di mercato UE agli Usa e lo stop alla ratifica dell’accordo commerciale Ue-Usa firmato la scorsa estate (in piena crisi dazi) da Trump e la presidente della Commissione Ue, Ursula von del Leyen.
La prima opzione è caldeggiata da Francia, Danimarca e il resto degli Stati più intransigenti, ma vede scettica la presidente Ue e gli stati più ‘moderati’ come Italia e Germania, che temono un’escalation dagli esiti imprevedibili. La seconda opzione è quella sostenuta dal Ppe, i Popolari europei che rappresentano il ‘partito di maggioranza’ dell’Unione e sono il partito di Forza Italia in Europa.
“Le tariffe minacciate dal presidente Usa Donald Trump contro i Paesi che hanno inviato soldati in Groenlandia sono "inaccettabili", e la decisione di fermare la ratifica dell'accordo commerciale Ue-Usa raggiunto la scorsa estate costituisce uno "strumento potente" in mano ai tre gruppi principali della maggioranza al Parlamento europeo.
Lo afferma il presidente del Partito popolare europeo, Mafred Weber, parlando in conferenza stampa.
Fermare l’accordo significa bloccare l’opzione dazi zero al mercato unico (europeo) per gli Usa.
Weber ha poi ricordato che La Groenlandia "è una parte integrante della Danimarca, quindi chi gioca con la Groenlandia gioca la Nato: c'è molto in gioco".
La posizione di Fratelli d’Italia è chiara: no deciso a qualsiasi iniziativa (bazooka e blocco all’accordo Ue-Usa) che possa aggravare la crisi diplomatica tra le due sponde dell’Atlantico.
L’obiettivo è lavorare per la de-escalation e passare dalle minacce reciproche a sedersi ad un tavolo di confronto Ue-USA-Danimarca. In Europa, Giorgia Meloni guida il gruppo del no all’attivazione dello strumento anti-coercizione, che per essere applicato necessita la maggioranza qualificata in Consiglio Ue.
La Lega, dopo le polemiche degli ultimi giorni per questo post:
“Altri dazi di Trump? La smania di annunciare l’invio di truppe di qua e di là raccoglie i suoi amari frutti. Bene per l’Italia essersi chiamati fuori da questo bellicismo, parolaio e dannoso, dei deboli d’Europa.”
Altri dazi di Trump? La smania di annunciare l’invio di truppe di qua e di là raccoglie i suoi amari frutti. Bene per l’Italia essersi chiamati fuori da questo bellicismo, parolaio e dannoso, dei deboli d’Europa.
— Lega - Salvini Premier (@LegaSalvini) January 17, 2026
sembra essere ritornata in un ambito più istituzionale.
Oggi il leader della Lega Matteo Salvini intervistato dal Tg3, a chi gli domandava se condivideva la posizione della premier Giorgia Meloni che ha detto di essere disponibile all'invio di militari italiani nella regione artica, sotto l'ombrello della Nato ha risposto:
Poi ha anche stigmatizzato il comportamento di Trump auspicando che l’Europa sia ragionevole.
Più delicata la posizione di Forza Italia che deve trovare un equilibrio tra la posizione italiana e quella del Ppe in Europa.
Il ministro degli Esteri Tajani definisce l’ipotesi di ritardare l’accordo Ue-Usa:
Nel corso del punto stampa al Parlamento europeo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto di augurarsi "che si possa evitare l'escalation".
La mossa sarebbe "un messaggio che i gruppi politici vogliono inviare a Washington. Non è nulla di grave", prosegue il titolare della Farnesina.
aggiunge.
Intanto nelle scorse ore i capigruppo M5s-Pd-Avs-Iv-Azione e +Europa di Camera e Senato hanno scritto ai presidenti delle due aule per chiedere, a seguito della convocazione di un vertice straordinario a Bruxelles relativo ai dazi annunciati da Trump, le comunicazioni della presidente Meloni in Parlamento.