19 Jan, 2026 - 20:20

Gianni Pittui scomparso da Ploaghe, il Comitato: "Il teschio rinvenuto nelle campagne è il suo"

Esclusiva di
Tag24
Gianni Pittui scomparso da Ploaghe, il Comitato: "Il teschio rinvenuto nelle campagne è il suo"

Si è conclusa nel modo più doloroso la vicenda legata alla scomparsa di Gianni Pittui, l’uomo di 75 anni di cui si erano perse le tracce il 14 settembre 2025 a Ploaghe, in provincia di Sassari.

Dopo settimane di accertamenti, l’esame del DNA ha confermato che il cranio rinvenuto nelle campagne appartiene proprio a Gianni Pittui.

Una notizia che ha messo fine alle speranze dei familiari, lasciando spazio a un dolore profondo e composto.

L’uomo era ospite di una RSA della zona e si era allontanato nel corso di una domenica, senza più fare ritorno. Da quel momento erano scattate le ricerche, senza esito.

Per approfondire gli aspetti umani, psicologici e sociali che accompagnano casi di questo tipo, Tag24 ha intervistato nell'esclusivo video due professioniste che hanno seguito la vicenda sin dalle prime ore successive alla scomparsa.

Si tratta di Gaia Pensieri, psicologa, sociologa e criminologa, presidente del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi, e di Laura Volpini, vicepresidente del Comitato ed esperta in psicologia giuridica e forense, criminologia e psicoterapia.

Si precisa che l’intervista integrale è disponibile sul canale YouTube di Tag24 ed è incorporata anche all’interno di questo articolo.

Gianni Pittui scomparso da Ploaghe: il ritrovamento del teschio

«Possiamo confermare che il cranio rinvenuto nelle campagne limitrofe a Ploaghe appartiene al compianto Gianni Pittui», fa sapere il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV, dopo l’esito degli accertamenti scientifici.

«L’esame del DNA ha fornito una risposta definitiva, ponendo fine a una lunga e dolorosa attesa per la famiglia».

«Purtroppo, non è possibile stabilire con certezza cosa sia accaduto a Gianni, anche perché il cranio rappresenta l’unico resto rinvenuto», spiegano dal Comitato.

L'allontanamento dalla RSA

«In base allo stato dei luoghi e alle condizioni del ritrovamento, è verosimile che il corpo sia stato oggetto dell’azione di animali, che nel tempo potrebbero averne disperso i resti, lasciando e interrando ciò che è stato poi ritrovato».

«È evidente che, in casi come questo, sarebbe stato necessario un livello di attenzione maggiore nella struttura in cui Gianni era ospite, affinché non potesse allontanarsi senza controllo, considerata la sua condizione».

«Oggi restano il dolore e il vuoto lasciati da una persona benvoluta e apprezzata da tutti», aggiungono.

I ringraziamenti del Comitato

«Figli, nipoti, parenti e amici piangono Gianni Pittui, ricordandolo con affetto e rispetto».

«Vogliamo ringraziare tutte le autorità coinvolte, i R.I.S., le forze dell’ordine e tutte le persone che, in questi mesi, hanno collaborato alle ricerche», conclude il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV.

«Un ringraziamento va anche ai cittadini che hanno segnalato, condiviso e sostenuto la famiglia.
La collaborazione di tutti ha permesso di arrivare, seppur nel dolore, a una conclusione certa delle ricerche».

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