Il piano del presidente americano, Donald Trump, di ottenere il controllo della Groenlandia ha acceso nuove tensioni transatlantiche. Un recente messaggio del leader statunitense mescola risentimento per il mancato conferimento del Premio Nobel per la Pace e ambizioni strategiche.
Donald Trump avrebbe affermato di non sentirsi più vincolato a perseguire esclusivamente la pace dopo non aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Il leader americano non ha mai nascosto la sua aspirazione al riconoscimento, anche se nel 2025 il premio è stato conferito alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado.
Le parole di Trump sono arrivate nell’ambito di un messaggio indirizzato al primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, Trump avrebbe accusato la Norvegia di non avergli conferito il premio.
Le guerre citate dal presidente includono conflitti come India-Pakistan, Israele-Iran, Armenia-Azerbaijan e Cambogia-Thailandia. Tuttavia, numerosi analisti mettono in dubbio questa narrazione, sostenendo che in diversi casi non si sia trattato di una conclusione definitiva dei conflitti, ma piuttosto di una temporanea riduzione delle tensioni in dispute di lunga durata.
Il tema centrale del messaggio di Trump resta la Groenlandia, che il presidente considera un elemento chiave per la sicurezza nazionale e per gli interessi strategici degli Stati Uniti.
“Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo totale e completo della Groenlandia”, avrebbe affermato, ribadendo una posizione già espressa in passato.
Trump avrebbe inoltre sostenuto che la Danimarca non sarebbe in grado di proteggere l’isola da eventuali minacce russe e cinesi:
Nel suo messaggio, Trump ha anche rivendicato il proprio ruolo all’interno dell’Alleanza Atlantica, affermando:
Le dichiarazioni di Trump mostrano una politica estera sempre più assertiva e personalizzata, in cui riconoscimenti simbolici, sicurezza strategica e strumenti economici vengono utilizzati come leve di pressione sugli alleati.
Il 17 gennaio 2026, il presidente americano ha annunciato dazi del 10 per cento su otto alleati europei a partire dall’1 febbraio, qualora questi si opponessero alla sua proposta sulla Groenlandia, minacciando un aumento fino al 25 per cento dall’1 giugno.
Il primo ministro norvegese ha confermato di aver ricevuto il messaggio in risposta a una comunicazione inviata insieme al presidente finlandese Alexander Stubb.
Støre ha dichiarato di aver respinto gli aumenti tariffari e avrebbe sottolineato la necessità di ridurre le tensioni, proponendo una telefonata a tre come tentativo di allentare il confronto diplomatico.