Le elezioni presidenziali portoghesi del 18 gennaio 2026 hanno confermato un panorama politico in forte trasformazione. Il paese si prepara ad un ballottaggio decisivo tra il centrosinistra e la crescente forza populista di Chega. Il nuovo presidente erediterà un ruolo chiave in un contesto segnato da una crescente polarizzazione politica.
Le elezioni presidenziali in Portogallo del 18 gennaio hanno portato ad un risultato piuttosto imprevedibile. Il candidato di centrosinistra Antonio Jose Seguro ha ottenuto il primo posto con oltre il 31 per cento dei consensi, mentre André Ventura, leader del partito populista Chega, ha ottenuto il 23,5 per cento dei voti. Il voto ha visto un numero record di 11 candidati in totale. Il terzo classificato è stato il candidato liberale João Cotrim de Figueiredo, con il 16 per cento dei voti.
Poiché nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza assoluta, il ballottaggio tra Seguro e Ventura si terrà l'8 febbraio. Questo passaggio è cruciale per determinare il nuovo presidente.
I portoghesi si sono recati alle urne per la sesta volta dal 2024: tre elezioni parlamentari, le europee, le comunali e, ora, le presidenziali. Il paese è stato chiamato a scegliere il nuovo capo di stato che sostituirà Marcelo Rebelo de Sousa, giunto alla fine di due mandati quinquennali.
In questo contesto, oltre 11 milioni di cittadini aventi diritto sono stati chiamati al voto. L’affluenza è stata la più alta rispetto alle elezioni presidenziali del 2021, raggiungendo il 52,35 per cento. Questo dato indica un coinvolgimento significativo della popolazione, nonostante la frequenza elevata delle elezioni negli ultimi anni.
Il Portogallo è una repubblica semi-presidenziale. Il presidente è il capo dello stato ma non esercita il potere esecutivo in modo diretto. Tuttavia, possiede alcune prerogative fondamentali: può nominare il primo ministro, sciogliere il parlamento e indire elezioni anticipate. Inoltre, ha il potere di ratificare trattati internazionali e nominare membri chiave di organi statali e giudiziari.
In qualità di comandante supremo delle forze armate, pur non gestendo l’esercito quotidianamente, il presidente può influenzarne le strategie e gli schieramenti. Ha anche il diritto di veto che può comunque essere revocato.
In un periodo caratterizzato dall’instabilità governativa e dalle numerose elezioni legislative dal 2024, il nuovo presidente dovrà garantire la stabilità politica.
In questo contesto, il consenso ottenuto dal leader populista André Ventura rappresenta un risultato importante. Chega continua a consolidare il suo ruolo come principale partito di opposizione: da un solo deputato è salito a 60, superando anche il Partito Socialista.
Un’eventuale vittoria di Ventura al ballottaggio segnerebbe una crescita senza precedenti degli ultranazionalisti, nonostante le sue dichiarazioni passate secondo cui “non sarà presidente per tutti”, il che potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni politiche nel paese.