19 Jan, 2026 - 12:33

Catania, tenta di soffocare la figlia di 5 mesi: donna fermata dai carabinieri e sottoposta a un Tso

Catania, tenta di soffocare la figlia di 5 mesi: donna fermata dai carabinieri e sottoposta a un Tso

Si era chiusa in camera da letto insieme alla figlia di cinque mesi, dopo aver inviato alla sorella un inquietante messaggio. Prima che potesse farle del male, i carabinieri - allertati dalla donna - sono riusciti a bloccarla, salvando la bimba e sottoponendo lei a un Tso. È successo ieri, 18 gennaio 2026, a Catania. 

Il messaggio alla sorella e l'allarme al 112

Protagonista della sventata tragedia è una giovane madre. Secondo quanto ricostruito finora, la donna avrebbe inviato alla sorella un sms in cui annunciava l'intenzione di togliersi la vita, lasciando intendere che avrebbe ucciso anche la figlia.

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Vivrò, morirò premendo il cuscino, morirò anch'io. State bene ragazzi,

il contenuto del messaggio, che ha spinto la parente, preoccupata, ad allertare il 112 e chiedere aiuto. 

L'irruzione e il salvataggio della neonata

In pochi minuti, una pattuglia del Nucleo Radiomobile del comando provinciale ha raggiunto l'abitazione della donna, che si era chiusa in camera da letto con la bambina.

Per entrare, i militari hanno dovuto forzare la porta; quando sono entrati, la madre stava tentando di soffocare la piccola con le mani e con un cuscino. 

La donna è stata immediatamente bloccata e allontanata dalla bambina, presa in cura dai sanitari del 118 e poi portata al pronto soccorso dell'ospedale San Marco.

Bimba ricoverata; la madre sottoposta a un Tso

La bimba, ricoverata in Pediatria, non avrebbe riportato lesioni né sarebbe in pericolo di vita. La madre, invece, è stata sottoposta a un Trattamento sanitario obbligatorio (Tso): misura prevista nei casi in cui si venga riconosciuti un rischio per sé o per gli altri e non sia possibile un ricovero volontario. Fonti locali riportano che sarà ora curata e sottoposta a tutte le valutazioni cliniche nel reparto di Psichiatria. Del caso sono stati informati sia la Procura distrettuale che quella per i Minori. 

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