19 Jan, 2026 - 11:25

Altro che giochisti e risultatisti, nel calcio moderno vince chi ha un vero centravanti

Altro che giochisti e risultatisti, nel calcio moderno vince chi ha un vero centravanti

Nel calcio meglio due protagonisti in campo, come Malen e Fullkrug, che due allenatori “giochisti”. E si mettano l’animo in pace quei paladini del “merito” che agitano i social come bambini che gridano “non è giusto!”. Da anni costoro alimentano la sterile divisione tra chi invoca il bel gioco e chi idolatra il risultato. Nel 2026 la discussione è ancora lì, figlia di un dibattito che sembrava finito con l’arrivo degli algoritmi ma continua a incendiare le opinioni online.

Il ritorno del centravanti vero

Gli algoritmi non segnano: lo fanno gli attaccanti. L’ultima giornata di campionato lo ha ricordato chiaramente. L’Inter domina perché ha alternative vere a Lautaro e Thuram, anche giovani come Pio e Bonny, migliori dei vari Arnautovic o Correa. Il Milan ritrova solidità con Fullkrug, il Napoli cerca un vice Hojlund dopo la delusione Lucca e il mancato ritorno di Lukaku. Alla fine, senza un numero 9 vero, non si va lontano.

Juventus, il caso David e la caccia al 9

La Roma del Gasp vola grazie a Malen, ma la Juventus spallettiana rimane impantanata nella fede cieca in David, simbolo dell’era degli algoritmi di Comolli. Ormai è chiaro a tutti: con David non si vince. Serve un colpo che restituisca concretezza, come Openda o Mateta del Crystal Palace, anche se costa 40 milioni. Un investimento più necessario che folle, per evitare che Spalletti resti prigioniero della nostalgia di Osimhen.

Scontri decisivi e polemiche social

La Roma ha superato la Juve nella corsa alla Champions, e il prossimo scontro diretto contro il Napoli di Conte potrebbe essere decisivo. Intanto il Milan, dato per spacciato dopo Firenze, si è rilanciato con due vittorie di “culo” e di “corto muso”, come dicono i soliti agitatori dei social. Ma il calcio resta bello proprio per questo: per chi lo gioca, non per chi lo divide tra “giochisti” e “risultatisti”.

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