Un altro film d’azione con Matt Damon e Ben Affleck. Fin qui, sembrerebbe ordinaria amministrazione. Stavolta però, mentre ci viene presentata una lunga serie di sparatorie e corruzione, c’è di più.
“The Rip – Soldi sporchi”, appena approdato su Netflix, affonda le sue radici in fatti di realtà, in cui si parla di soldi nascosti, di maxi-sequestri e, ovviamente, di scandali di polizia che hanno decisamente fatto la differenza nella storia più recente di Miami.
Ecco il trailer del film:
“The Rip” si apre con la Tactical Narcotics Team di Miami-Dade che scopre una stash house con oltre 20 milioni di dollari, dopo l’omicidio del loro capitano. Questa premessa può sembrare solo un espediente di sceneggiatura, ma c’è dell’altro. Il film è ispirato a un reale maxi-sequestro avvenuto a Miami, raccontato al regista Joe Carnahan da Chris Casiano, poliziotto e consulente tecnico sul set di “Bad Boys for Life”.
Nel 2016, un’operazione contro il sospetto trafficante di marijuana Luis Hernandez-Gonzalez portò la polizia a scoprire una stanza segreta nel sottotetto, piena di contanti per circa 24 milioni di dollari, sigillati in sacchi e bidoni. Il film riprende diversi dettagli pratici, come la stanza nascosta, i soldi nei bucket e i cani addestrati a fiutare il denaro.
Durante il vero blitz, i cani antidroga impazzivano già all’esterno della casa, lasciando intendere che all’interno ci fosse molto più dei classici “75.000 dollari” di un sequestro medio. Carnahan ha voluto riprendere questo elemento anche in “The Rip”.
Nella realtà, però, l’operazione è stata estenuante: il denaro dovette essere contato sul posto, due volte, in un processo che durò 42 ore.
La parte più esplosiva del film – il rischio di un ritorno del cartello, i dirty cops che assaltano stash house per tenersi il bottino, la minaccia di una sparatoria con FBI e colleghi corrotti – è invece frutto di fantasia, pensata per amplificare la paranoia reale.
“The Rip” richiama un famigerato scandalo di corruzione della polizia americana: il caso dei Miami River Cops. Nel 1985, un’indagine su tre cadaveri nel fiume portò a scoprire un gruppo di agenti che assaltava barche, rubava centinaia di chili di cocaina e rivendeva la droga. Si arrivò così a guadagni personali stimati fra 100.000 e 2 milioni di dollari ciascuno. L’inchiesta, con FBI e Internal Affairs coinvolti, rivelò che circa il 10% del corpo di polizia di Miami era corrotto, con sospensioni e licenziamenti a catena.
Nel film, le voci su un’unità violenta chiusa per corruzione, l’ombra di agenti che ripuliscono i covi dei narcos e le indagini di FBI e IA sulla TNT riportano direttamente a quell’atmosfera, pur senza una ricostruzione fedele dello scandalo.
C’è qualcosa di vero anche nel protagonista interpretato da Matt Damon, il tenente Dane Dumars, ispirato proprio a Chris Casiano. Nel 2021, dopo aver lavorato con Carnahan, Casiano ha perso il figlio undicenne Jake a causa di una lunga malattia leucemica, un dolore che il regista ha utilizzato come motore emotivo del personaggio, ovviamente con il consenso del poliziotto.
Il lutto per il figlio morto si avverte chiaramente nella trama di “The Rip” e nella psicologia del personaggio di Damon: viene percepito dagli altri come possibile movente per comportamenti ambigui e per la tentazione dei milioni, ma serve soprattutto a dare una dimensione emotiva più profonda al thriller. Non a caso, nei titoli di coda il film è dedicato a Jake William Casiano, concepito da Carnahan come una sorta di “monumento vivente”.