18 Jan, 2026 - 09:55

Gochisti contro risultatisti: Allegri ha sempre ragione anche quando non c’entra? Cagliari–Juve docet

Gochisti contro risultatisti: Allegri ha sempre ragione anche quando non c’entra? Cagliari–Juve docet

Nel calcio italiano il dibattito tra bel gioco e risultato è infinito. Da una parte i gochisti, che difendono estetica e possesso palla, dall’altra i risultatisti, che guardano solo al tabellino. Al centro, come simbolo, c’è Massimiliano Allegri. Non più solo un allenatore, ma la filosofia incarnata del calcio pragmatico: vincere conta più che giocare bene.

Recenti partite come Milan-Como e soprattutto Cagliari Juventus dimostrano una volta di più che il calcio premia chi sa concretizzare, anche quando tutto sembra favorire il bel gioco.

Allegri: il maestro del pragmatismo nel calcio italiano

Allegri non rappresenta più solo la Juventus che ha guidato o il Milan che ha allena in questo momento: è un concetto. È il calcio concreto, cinico, spietato. Non serve dominare o creare occasioni continue: conta saper sfruttare quelle che arrivano.

L’esempio lampante è il Milan contro un Como brillante: tre tiri in porta, sofferenza per 90 minuti, e alla fine tre punti in tasca. Non è spettacolo, ma vittoria efficace nel calcio moderno. Questo è ciò che Allegri ha sempre predicato: il risultato conta più del contorno.

Cagliari–Juventus: quando il possesso palla non basta

La partita Cagliari Juventus risultato è la dimostrazione perfetta di quanto il calcio sia spietato. La Juventus di Spalletti ha dominato: 78% di possesso palla, 15 tiri, costante pressione. Numeri da manuale del calcio moderno.

Il Cagliari di Pisacane, invece, si è chiuso nella propria area, difendendo per 90 minuti e sfruttando l’unica occasione utile. Il risultato finale? Una vittoria meritata solo dal pragmatismo. Partita tattica difensiva e vincente. Tradotto cosa vuol dire in poche parole? Insegnamento duro per tutti i gochisti.

Perché la Juventus ha perso nonostante il dominio

La Juventus di Spalletti incarnava tutto ciò che i gochisti amano: controllo totale, fraseggio continuo, superiorità tecnica. Eppure non è bastato. Il calcio reale non premia l’estetica: premia chi sa concretizzare e adattarsi, mostra come il risultato superi sempre la teoria, anche quando i numeri sembrano schiacciare l’avversario.

Adani e la retorica anti-risultatista smontata dai fatti

Adani e altri analisti mediatici attaccano il “risultatismo”, criticando Allegri da sempre e chi difende la vittoria come priorità. Eppure partite come Cagliari–Juventus dimostrano che il campo non dà ragione alle opinioni: premia l’efficacia.

Il Cagliari ha rinunciato al gioco, ha resistito, ha sfruttato l’unica occasione. E ha vinto. Tutti i numeri e il possesso della Juventus sono stati inutili. È una lezione chiara: il calcio premia il pragmatismo, non l’estetica.

Allegri ha sempre ragione 

Allegri ha sempre sostenuto una verità semplice: vincere è più importante che giocare bene. Anche quando la partita sembra persa sul piano estetico o tecnico, chi capisce il calcio sa che i punti contano più della forma.

Cagliari–Juventus conferma questo principio: non è la bellezza del gioco a decidere la stagione, ma la capacità di portare a casa il risultato.

Il calcio non perdona i gochisti

Cagliari–Juventus è una sentenza: il calcio non è giusto, non è lineare, non è romantico. Vince chi sfrutta le occasioni e porta a casa i punti, non chi domina il pallone senza concretizzare.

Ancora una volta: Allegri ha ragione. Non perché piaccia, ma perché il risultato è l’unico giudice imparziale. Tutti gli altri devono arrendersi a questa verità inconfutabile.

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