La conosciamo per brani indimenticabili come “Canzoni” (1989), la sanremese più famosa “Vattene amore” (1990) in duetto con Amedeo Minghi e la romantica “Dubbi no” (1991), che l’hanno resa una grande voce del pop italiano tra fine anni ’80 e anni ’90.
Dietro il nome d’arte Mietta, però, c’è una storia di radici pugliesi, di un vero nome ben diverso e di un battesimo artistico arrivato grazie a un produttore che ha intuito il suo potenziale.
Mietta all’anagrafe si chiama Daniela Miglietta ed è nata il 12 novembre 1969 a Taranto, in Puglia. Questo significa che oggi ha 56 anni.
Sin da giovanissima si è interessata alla musica e al mondo dello spettacolo. Proprio per questo, ha frequentato corsi di canto, dizione e recitazione che le hanno dato basi solide per il suo debutto.
Quando è solo un’adolescente forma una cover band insieme ad altre due ragazze, le Ciak.
Il nome d’arte “Mietta” non è una scelta completamente sua. È, piuttosto, un consiglio: nasce da un’idea del produttore Claudio Mattone, tra i primi a credere nel suo talento. È stato lui a suggerirle questo pseudonimo, ricavato dalla contrazione del cognome “Miglietta”, per renderlo più immediato, riconoscibile e musicale.
Secondo quanto si legge su Faremusic, pare che inizialmente il nome non la convincesse del tutto, perché le ricordava qualcosa di piccolo, di poco significativo, ma è poi diventato il marchio con cui il pubblico l’ha identificata.
Ha dichiarato la cantante.
Proprio con quello pseudonimo ha partecipato ai primi concorsi e, soprattutto, ha firmato i successi che l’hanno resa celebre, al punto che oggi molti fan conoscono solo “Mietta” e non il suo vero nome.
Mentre inizia a cantare con il gruppo delle Ciak, con cui si esibisce in piazze, teatri e locali, affinando la presenza scenica sulle note di brani cover, continua a studiare canto e recitazione e si prepara a un salto di qualità che arriverà alla fine degli anni ’80.
Più precisamente, l’anno decisivo per lei è il 1987, quello in cui vince un concorso indetto da Radiocorriere TV e Fonit Cetra alla ricerca di un nuovo volto per uno sceneggiato radiofonico, “Nasce una stella”.
Nel 1988 debutta al Festival di Sanremo con “Sogno” e nel 1989 trionfa tra le Nuove Proposte con “Canzoni”, successi che la portano rapidamente verso un pubblico più vasto e le aprono la strada a brani come “Vattene amore” e “Dubbi no”, diventati ormai dei veri grandi classici.