Una lista degli stupri è comparsa in una scuola di Siena, l’istituto Tito Sarrocchi, e la dirigente scolastica Cecilia Martinelli è intervenuta cancellando subito la scritta e cercando il responsabile o i responsabili. Sull’episodio è intervenuta la sindaca Nicoletta Fabio: Un gesto gravissimo e offensivo per il quale voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili, non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità. Nessuna parola, nessuno ‘scherzo’ che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato, soprattutto quando si tratta di nomi e persone reali. Questo tipo di comportamento è sintomo di una cultura che non rispetta le persone e i loro diritti fondamentali. Un’azione vigliacca e vergognosa fatta da pochi che certamente non rappresenta i valori di un’intera città”.
Condanna ferma anche dall’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti mentre l’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini ha allargato la sua riflessione al caso dell’accoltellamento di uno studente a Spezia: “In una società che misura tutto in termini di visibilità, la violenza funziona. Garantisce attenzione immediata, presenza, riconoscimento. Un atto estremo produce in un istante ciò che una vita ordinaria non concede mai. È il risultato di un mondo che ha sostituito l’essere con l’apparire, la relazione con la connessione”. E non basta abbassare l’età punibile e poi, chissà se serve.