L'assassinio dello studente di La Spezia ad opera di un suo compagno segna un prima e un dopo per Mario Sechi. Il direttore di Libero la mette così.
Il delitto di La Spezia è una campana assordante, è finita un'epoca
Quale epoca? Quella del buonismo che sarebbe stata introdotta dalla sinistra e dai giudici che troppe volte hanno lasciato impunito chi è stato arrestato dalle forze dell'ordine.
Tant'è che, a tutta pagina, Libero apre l'edizione di oggi con un titolo molto forte:
Il perché è presto detto: "Morto lo studente accoltellato da un compagno marocchino, ma la sinistra fa muro contro le perquisizioni e il decreto sicurezza".
Sechi contro la sinistra "Falce e Coltello"
Il direttore di Libero quindi non ha dubbi nell'individuare i responsabili politici dell'assassinio di La Spezia: si annidano tutti a sinistra:
La morte che entra in una scuola, la vita di un ragazzino spezzata da un altro ragazzino, è qualcosa di sconvolgente (...) Occorre essere freddi di fronte al dramma, per poter ragionare, ma nello stesso tempo serve una velocità nella risposta della politica e delle forze dell'ordine, tutti siamo chiamati a fare qualcosa
Sechi, da parte sua, cerca di chiamare le cose con il loro nome:
Lo scenario della criminalità è cambiato, sconvolto dall'immigrazione incontrollata, dalla crisi della famiglia, dalla diffusione di una cultura della violenza che è stata troppo a lungo tollerata
Sechi la mette così:
È ora di dire basta alla sociologia che giustifica l'orrore
E proprio questo chiama in causa la sinistra, a parere del direttore di Libero.
Le colpe della sinistra
Perché, dopo il delitto di La Spezia, deve essere chiamata la sinistra sul banco degli imputati?
Perché è la sinistra che deve fare i conti con la sociologia che giustifica, è lei che deve guardare in faccia la realtà e gli errori che ha commesso con l'utopia delle frontiere aperte e del buonismo
Per Sechi, bisogna essere chiari:
Mano tesa a chi vuole abbracciare i valori della Costituzione italiana, pugno di ferro contro chi pensa di seminare il caos e restare impunito
Per questo, in parlamento, è ora di passare dalle parole ai fatti con il nuovo decreto sicurezza:
Le nuove norme per il contrasto alla criminalità devono essere emanate con un decreto, alcuni luoghi vanno presidiati capillarmente, a cominciare dalle scuole. I controlli sulle gang giovanili vanno estesi, ci sono sub-culture metropolitane che seminano l'odio e si fondono con movimenti che hanno chiaramente un piano eversivo...
È chiaro, allora, che non si può far finta di nulla:
Lasciare tutto così com'è è impossibile, anche perché uno dei problemi è la magistratura che applica e interpreta le norme...
avverte Sechi. Secondo il quale troppe volte la polizia ha arrestato e la legge ha assolto:
Ma il delitto di La Spezia è una campana assordante, è finita un'epoca