17 Jan, 2026 - 12:32

Travaglio contro Marattin per il video in cui sosteneva il sorteggio per il Csm: volano gli insulti

Travaglio contro Marattin per il video in cui sosteneva il sorteggio per il Csm: volano gli insulti

Forse si è sentito preso come un bambino con le mani nella marmellata. Così, Marco Travaglio, di cui è spuntato un video del 2021 in cui si diceva a favore del sorteggio per individuare i membri del Csm - che poi è uno dei pilastri della riforma Nordio - oggi, si scaglia contro il leader del partito Liberldemocratico Luigi Marattin, reo di averlo diffuso accusandolo di poca coerenza.

Travaglio l'ha fatto oggi rispondendo a un lettore che lo metteva in guardia dalla diffusione del video. Ma ha anche ricevuto una pronta risposta da parte dello stesso Marattin.

Travaglio - Marattin: volano gli insulti per il video del giornalista che sostiene il sorteggio al Csm

Cosa ha scritto in particolare il direttore del Fatto contro Marattin, reo di aver diffuso il video in cui sosteneva la necessità di introdurre il sorteggio per individuare i membri del Csm in modo tale da scardinare il sistema delle correnti politicizzate interne alla magistratura?

virgolette
Questi beoti hanno scoperto l'acqua calda: l'idea per il sorteggio per il Csm è nata sul Fatto una quindicina di anni fa a firma di Bruno Tinti, ben prima del caso Palamara...

Allora, Travaglio è pronto a votare a favore della riforma Nordio che prevede proprio questo? Manco per sogno:

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Io ho sempre sostenuto il sorteggio, ma a un patto: che venisse abrogata la quota laica, cioè politica, lottizzata dai partiti, come chiese Calamandrei alla Costituente e come sosteneva anche Montanelli: un Csm di soli magistrati estratti a sorte...

E insomma: Travaglio scova sempre un ma o un però per giustificare se stesso:

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Ancora l'altra sera , a Otto e mezzo, ho confermato che, se la riforma Nordio contenesse un vero sorteggio dei membri del Csm e soltanto quello, voterei Sì. Ma il sorteggio di Nordio è una truffa: è secco, puro e integrale per la quota togata, ma è finto per i laici, che verrebbero estratti da una lista di candidati scelti dal Parlamento, quindi i partiti continuerebbero a nominarsi i propri sottopancia da mandare al Csm a intimidire i magistrati migliori...

Vabbè, questa è la visione che ha Travaglio delle istituzioni e della politica: per lui, un luogo frequentato da avanzi di galera.

Perché Travaglio vota no al referendum

E comunque, Travaglio rimane contrarissimo alla riforma Nordio, anche se ci sono pezzi che gli piacciono. Come del resto, informa che c'erano pezzi che gli piacevano anche della riforma costituzionale Renzi del 2016. Ad esempio, quello che aboliva il Cnel.

Ma la sua conclusione è comunque piena di insulti per chi vota sì:

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Capisco che i comitati del Sì, guidati da voltagabbana che fino all'altroieri erano contari alla separazione delle carriere, o al sorteggio, o al doppio Csm, o alla Corte disciplinare, si vergognino a tal punto da inventarsi dei voltagabbana del No. Ma sono loro a spiegare perché votano sì a norme che ritengono pericolose per farne passare una o due che magari condividono: non certo io che ho mantenuto sempre la stessa linea...

Come se cambiare idea, poi, fosse un reato. Ma comunque, Travaglio è Travaglio. E conclude così:

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Lasciamo che gli asini continuino a ragliare e spieghiamo a tutti i nostri conoscenti i danni che una vittoria del Sì arrecherebbe non ai magistrati, ma a tutti noi cittadini

La risposta di Luigi Marattin

A questa presa di posizione di Marco Travaglio, comunque, ha subito risposto sui social il leader del partito Liberaldemocratico Luigi Marattin:

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“Beoti”, “voltagabbana”, “asini che ragliano” sono solo alcune delle carinerie che il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio rivolge stamattina al Partito Liberaldemocratico. La nostra colpa è semplicemente quella di aver rilanciato un video in cui egli, 4 anni fa, si dichiarava a favore del sorteggio per i membri del Consiglio Superiore della Magistratura (la stessa cosa che oggi è invece considerato un atto eversivo dai sostenitori del No, in primis Travaglio). Ma non è questo quello di cui ci interessa parlare ora. Ci chiedevamo piuttosto a che punto della storia la sana dialettica politica tra opinioni diverse è diventata una rissa verbale tipica dei peggiori bar. Di Caracas, ovviamente

Come dire: la campagna referendaria è ancora lunga e ne promette delle belle.

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