Un villain che ha sempre avuto il suo fascino, Lucius Malfoy, ricordato per essere tra i più iconici della saga di Harry Potter. Del suo destino si è parlato poco e niente dopo la Battaglia di Hogwarts, ma a fare chiarezza ci ha pensato direttamente Jason Isaacs, l’attore che lo interpreta nei film.
Ci offre, in un'intervista con SYFY WIRE, una sua personale lettura, amara e lucidissima, del futuro del patriarca dei Malfoy dopo la caduta di Voldemort. Le sue parole tracciano il ritratto di un uomo spezzato, svuotato di ruolo e identità, costretto a confrontarsi con il fallimento totale della propria ideologia. Insomma, non proprio un finale roseo.
Secondo Jason Isaacs, il punto di non ritorno per Lucius è il periodo trascorso ad Azkaban dopo gli eventi de "Harry Potter e l’Ordine della Fenice". Lì crolla il suo sogno di essere il braccio destro celebrato del Signore Oscuro, un ideale costruito sull’orgoglio di sangue puro e sulla convinzione di “aver tenuto viva la fiamma” del vecchio ordine magico.
Quando Voldemort ritorna, Lucius si rende conto di essere perfettamente sacrificabile: il Signore Oscuro può punirlo, può umiliarlo in qualsiasi momento, rendendo evidente quanto fosse fragile la sua presunta posizione di potere. Nei film questo crollo interiore è visibile nel suo aspetto sempre più trasandato, lo sguardo spesso imbarazzato e l’alcol come rifugio. Lucius è un uomo già rotto ben prima dell’ultima battaglia.
Nel finale della saga, la famiglia Malfoy compie una scelta decisiva: smette di combattere per Voldemort e mette la famiglia davanti a tutto. Narcissa tradisce il Signore Oscuro pur di tornare al castello a cercare Draco e, nella Battaglia di Hogwarts, vediamo i Malfoy allontanarsi dal fronte, distaccandosi di fatto da entrambe le fazioni.
Isaacs ribadisce quanto Lucius non abbia un’uscita “gloriosa”: non muore in duello, ma assiste impotente al crollo di tutto ciò per cui ha torturato e ucciso. L’ultima immagine di lui, fermo sulla soglia mentre moglie e figlio si allontanano e Voldemort entra a Hogwarts, lo riassume perfettamente: è un uomo che si chiede “E adesso che diavolo faccio?”, privato di ruolo, ideologia e prospettive, decide di inseguire la sua famiglia, rincongiungendosi a Narcissa e Draco.


Immagini tratte dalla battaglia finale in Harry Potter e i Doni della - Morte Parte 2.
Dopo la sconfitta di Voldemort, nessuno dei Malfoy torna ad Azkaban: a evitarlo contribuiscono il tradimento di Narcissa e la collaborazione di Lucius nel fornire prove contro altri Mangiamorte. Questo permette alla famiglia di sfuggire a una nuova condanna, ma non cancella il marchio morale del loro passato.
Le informazioni extra-saga suggeriscono che i Malfoy si ritirino a vita privata. Draco e la moglie Astoria prendono le distanze dall’ideologia purosangue, si creano tensioni con Lucius e Narcissa, ma non vengono mai riportati in auge elementi oscuri che potrebbero legare di nuovo il loro nome a Voldemort. Isaacs interpreta così il futuro di Lucius: un uomo terrorizzato, prigioniero del proprio fallimento, che non torna mai più all’oscurità ma resta per sempre senza un vero posto nel nuovo mondo magico.