Il ministero dell’Interno sta lavorando a nuove norme per l’utilizzo di candele pirotecniche all’interno dei locali, per evitare che una tragedia come quella di Crans-Montana possa ripetersi. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’intervista ad AdnKronos.
Soffermandosi sui principali temi di politica interna e sicurezza, il ministro è tornato sul disastroso incendio che, lo scorso Capodanno, nel locale svizzero Le Constellation ha provocato la morte di 42 persone - tra loro 6 italiani, tutti giovanissimi - e oltre 116 feriti.
Già dai primi rilievi successivi alla strage, le indagini hanno accertato che l’incendio è stato innescato proprio dall’uso di candele pirotecniche che, incendiato il rivestimento del soffitto del locale, lo hanno trasformato in una trappola mortale.
“Tragedie come quella di Crans-Montana scuotono le nostre coscienze e ci sollecitano a immaginare ogni possibile misura perché non si ripetano mai più”, ha dichiarato il ministro dell’Interno.
“Uno dei temi è sicuramente l’utilizzo di artifizi pirotecnici all’interno di locali chiusi”, ha spiegato Piantedosi, confermando che al Ministero è in corso un confronto con tecnici e con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, che “ha un ruolo non solo di intervento e soccorso” ma anche di “concorso nell’attività istruttoria per la prevenzione degli incendi” e nelle “autorizzazioni che vengono rilasciate ai locali”.
Che una riflessione sul divieto di candele pirotecniche all’interno dei locali chiusi fosse stata avviata già all’indomani della tragedia di Crans-Montana lo aveva anticipato anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno.
“La normativa italiana è già molto rigorosa in tema di sicurezza”, aveva detto la premier, “ma la sicurezza non è mai un tema chiuso”. “Bisogna sempre chiedersi cosa si può imparare”, aveva poi aggiunto Meloni, auspicando un dialogo con le opposizioni proprio nella direzione di vietare l’uso di giochi e candele scintillanti per i festeggiamenti.
Nel frattempo, il Governo continua a manifestare la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, ricevute proprio ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dal ministro della Giustizia, Nordio.
L’Italia, ha ribadito il Governo, si costituirà parte civile nel processo e chiederà alla Commissione europea di fare altrettanto, sostenendo le famiglie in un’azione giudiziaria che non si preannuncia semplice.
A spiegare la situazione è stato il ministro Nordio che, pur parlando di “collaborazione positiva” tra il governo italiano e quello elvetico, ha sottolineato le criticità tecniche che potrebbero emergere. La prima riguarda, ad esempio, la qualificazione giuridica dei fatti, che “in Italia potrebbero rientrare nell’ambito del dolo eventuale, mentre in Svizzera la disciplina potrebbe essere differente”. I tempi di prescrizione svizzeri, peraltro, sono più ristretti di quelli italiani.
A Crans-Montana, nel frattempo, proseguono le indagini su Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation, dove la notte di Capodanno si è verificato il rogo mortale.
Rispondendo sulla causa dell’incendio, in relazione all’uso delle cosiddette “fontanelle”, Jacques Moretti avrebbe ammesso di averle sempre utilizzate nel bar. L’attenzione degli investigatori si concentra ora sui pannelli fotoassorbenti del locale, la cui combustione ha prodotto fumi altamente tossici che hanno causato il decesso dei ragazzi intrappolati all’interno e che potrebbero aver provocato danni polmonari anche ai sopravvissuti.