Il 2026 si apre con un vero e proprio tonfo per il Movimento 5 Stelle che in due settimane è riuscito a perdere quasi un punto percentuale, facendo registrare la flessione più pesante tra i principali partiti italiani.
Il partito di Giuseppe Conte perde terreno dopo mesi di relativa stabilità.
Cresce invece Fratelli d'Italia, inseguito sempre dal Partito Democratico che anche questa settimana fa registrare un passo avanti. Qualcosa si muove anche nel testa a testa tra Forza Italia e Lega, con il partito di Tajani che stacca quello dell'altro vicepremier, Salvini.
E' quanto emerso dall'ultima Supermedia YouTrend per Agenzia Italia del 2026 sulle intenzioni di voto degli italiani. I dati si riferiscono alla media ponderata dei sondaggi condotti nell'ultima settimane e raffrontati alla situazione al 29 dicembre 2025.
Vediamo nel dettaglio cosa dicono i numeri e chi vincerebbe le elezioni se si votasse oggi per Palazzo Chigi.
Il centrodestra si conferma l’area politicamente più forte del Paese. Fratelli d’Italia sale al 30,2%, con un incremento di sei decimi che rafforza ulteriormente la leadership di Giorgia Meloni.
Il dato certifica una tenuta solida del partito di governo, che continua a intercettare consenso anche in una fase complessa sul piano economico e internazionale.
Forza Italia cresce all’8,9% (+0,3), segnale di una stabilizzazione, staccando la Lega di cinque decimi. Anche il partito di Salvini avanza leggermente, arrivando all’8,4% (+0,1), ma resta distante dai livelli che la vedevano protagonista assoluta solo pochi anni fa e soprattutto vede allargarsi in divario con gli azzurri, nel testa a testa interno per lo scettro di seconda forza della coalizione.
Stabile Noi Moderati all'1,1%.

Sul fronte opposto, il Partito Democratico registra un dato positivo: 22,4%, in crescita di mezzo punto (0,5%).
Un risultato che conferma la capacità del PD di recuperare consenso, soprattutto a sinistra. Il partito di Elly Schlein prova a non mollare la rincorsa su Fratelli d'Italia che tuttavia è ancora quasi 8 punti davanti.
A vanificare il balzo in avanti del Pd, in termini di progressi della coalizione, è il tonfo del Movimento 5 Stelle che in due settimane è riuscito a perdere lo 0,7% scivolando al 12%. Mai così male negli ultimi mesi.
Alleanza Verdi-Sinistra si attesta al 6,3% (-0,1), confermando una presenza significativa ma insufficiente da sola a colmare il divario con il centrodestra.
Le forze centriste dell’area progressista – Azione (3,2%), Italia Viva (2,5%) e +Europa (1,5%) fanno registrare solo lievi flessioni, in positivo e/o in negativo senza incidedere.
Se si votasse oggi, il centrodestra partirebbe nettamente favorito. Sommando FdI, FI, Lega e Noi Moderati, la coalizione supererebbe ampiamente il 48%, (48,6%) una soglia che, con l’attuale legge elettorale, garantirebbe un vantaggio decisivo nei collegi uninominali.
Il centrosinistra, nello schieramento 'ufficiale' del campo largo (PD, M5S, AVS), arriverebbe appena al 40,7%, ma con profonde differenze programmatiche e leadership ancora irrisolte.
In composizione allargata, ovvero, con Italia Viva e +Europa, si arriverebbe al 44,7%. Ancora troppo poco. In altre parole, il centrodestra non solo vince nei numeri, ma appare oggi più coerente e strutturato come proposta di governo.