16 Jan, 2026 - 15:40

Islanda 52esimo stato degli USA? La battuta infelice dell'alleato di Trump e le sue scuse

Islanda 52esimo stato degli USA? La battuta infelice dell'alleato di Trump e le sue scuse

L’ex deputato Billy Long, nominato ambasciatore in Islanda da Donald Trump, ha suscitato scalpore con una battuta sul rendere l’Islanda il 52esimo stato degli USA. La polemica rilancia tensioni internazionali e dibattiti su sicurezza e politica artica.

Islanda, la battuta di Billy Long e le reazioni 

Le parole dell'ex deputato statunitense, nominato dal presidente americano Donald Trump come ambasciatore in Islanda, hanno avuto una risonanza mondiale. Billy Long avrebbe scherzato sulla possibilità di rendere il paese nordico il 52esimo stato degli USA.

Il 14 gennaio 2026, Politico ha riportato nella newsletter mattutina proprio questo:

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Abbiamo sentito che l'ex deputato Billy Long, nominato da Trump come ambasciatore in Islanda, ieri sera ha scherzato con i membri presenti in aula dicendo che l'Islanda sarà il 52esimo stato e che lui ne sarà governatore.

I commenti di Long hanno suscitato reazioni a Reykjavik. Secondo quanto riportato dai media locali, il ministero degli Affari esteri islandese ha contattato l'ambasciata statunitense in Islanda in merito ai commenti di Long.

Parallelamente, una petizione chiedeva al ministro degli Esteri islandese, Katrín Gunnarsdóttir, di rifiutare Long e chiedere la nomina di un’altra persona all’incarico.

Sul sito della petizione, che ha raccolto oltre 4.400 firme dal 14 gennaio, si legge:

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Queste parole, pronunciate da Billy Long, che Donald Trump ha nominato ambasciatore in Islanda, potrebbero essere state dette per scherzo. Tuttavia, sono offensive per l'Islanda e il popolo islandese, che ha dovuto lottare per la propria libertà ed è sempre stato amico degli Stati Uniti.

Questa battuta ha suscitato rapidamente scalpore in un contesto di tensioni che va ben oltre i confini dell'Islanda.

Il contesto internazionale e le tensioni sulla Groenlandia

L'opinione pubblica internazionale discute ampiamente anche le dichiarazioni di Donald Trump sul controllo della Groenlandia, isola semi-autonoma danese.

Secondo il presidente americano, gli Stati Uniti dovrebbero ottenere il controllo del territorio per motivi di sicurezza nazionale. Queste richieste vengono però respinte dalle amministrazioni groenlandesi e danesi.

Proprio nella giornata del 14 gennaio, i ministeri degli esteri di entrambe le nazioni si sono recati a Washington per discutere la questione, anche se l’incontro non ha portato ad una soluzione. Nel frattempo, alcune nazioni europee sostengono che il continente sia in grado di garantire la sicurezza dell’isola artica senza interventi esterni.

Le scuse di Long

Billy Long ha poi chiarito le sue posizioni. Ha dichiarato ad Arctic Today di scusarsi per i commenti fatti il 13 gennaio alla Camera. Ha affermato che i suoi commenti erano stati fatti come uno scherzo, in riferimento ad una battuta dell’inviato speciale del presidente Trump in Groenlandia, Jeff Landry:

"Non c'era niente di serio in quello, ero con delle persone che non vedevo da tre anni e scherzavano sul fatto che Jeff Landry fosse governatore della Groenlandia. Hanno iniziato a scherzare su di me e se qualcuno si è offeso, allora mi scuso", ha affermato Long ribadendo che si trattava di uno scherzo.

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Mi scuso e questo è il mio unico commento. Non vedo l'ora di lavorare con la gente dell'Islanda e mi scuso perché è stata presa in questo modo. Ero con un gruppo di amici e non c'era niente di serio.

Il contesto geopolitico

Sebbene le due isole siano vicine, si tratta di nazioni diverse per diversi motivi. L’Islanda è uno stato sovrano che ha dichiarato l’indipendenza dalla Danimarca nel 1944, mentre la Groenlandia è un’amministrazione semi-autonoma danese. Inoltre, l’Islanda ha una popolazione maggiore rispetto alla Groenlandia, anche se a livello territoriale è più piccola.

Per diversi analisti, le parole di Trump sulla Groenlandia potrebbero spingere l’Islanda verso un avvicinamento all’Unione Europea. Reykjavik mantiene tradizionalmente una certa distanza da Bruxelles, pur essendo membro della NATO.

Un eventuale avvicinamento tra Islanda e Unione Europea rappresenterebbe non solo una mossa economica ma anche una questione di difesa. Questo punto è sempre più discusso tra gli stati membri, con Bruxelles che punta a raggiungere una difesa comune, in un contesto di tensioni con la Russia e dei timori di un eventuale disimpegno statunitense dall’Europa.

Attualmente, l’Islanda fa parte dell’accordo di Schengen e dello Spazio Economico Europeo.

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