16 Jan, 2026 - 14:45

Covid, Conte rompe il silenzio: “Non mi pento delle decisioni. Vaccini? Quando c'ero io l'obbligo non c'era"

Covid, Conte rompe il silenzio: “Non mi pento delle decisioni. Vaccini? Quando c'ero io l'obbligo non c'era"

Trasparenza, decisioni condivise e nessun obbligo vaccinale. Giuseppe Conte, oggi presidente del Movimento 5 Stelle, ripercorre e racconta gli anni del Covid-19 e le scelte fatte quando siedeva a Palazzo Chigi.

Lo fa nel corso di un'intervista rilasciata al programma 'Nessuno escluso' di Will Italia in cui affronta anche il tema dei vaccini e il controverso episodio dei 'medici russi' giunti nel Paese per supportare i nostri sanitari.

Gli anni della pandemia in Italia sono stati tra i più controversi della nostra storia contemporanea e ancora oggi sono al centro di polemiche e motivo di scontro tra maggioranza e opposizione. La pandemia in Italia è stata gestita in una prima fase dal Governo Conte II e successivamente dal Governo Draghi.

Covid, il racconto degli anni della pandemia di Conte

“Avevamo un'incertezza totale che ci veniva trasmessa dagli esperti.”

Inizia così il suo racconto, l'ex presidente del Consiglio, rispondendo alla domanda dei due giornalisti di Will Italia.

virgolette
“La prima cosa che ho afferrato è che occorreva lavorare con metodo. Non potevamo arrancare ogni giorno, da qui la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico che ci fornisse le basi di evidenza scientifica e su quelle basi costruire un percorso. Poi la trasparenza”.

Ha spiegato Conte che ha rivendicato la scelta del suo governo di non 'nascondere' nulla ai cittadini, ma di fornire quotidianamente tutti gli aggiornamenti e le informazioni disponibili. 

virgolette
“Noi abbiamo fatto una scelta differente da molti altri Paesi, ogni giorno abbiamo dato il numero dei morti e il bollettino, però abbiamo creato un patto con la comunità nazionale, con i cittadini che ha funzionato.”

Ha spiegato, per poi aggiungere:

virgolette
“In piena trasparenza e anche le mie conferenze stampa in cui man mano che prendevamo decisioni, ci mettevo la faccia per comunicarle e ha funzionato”.

Il leader M5s: "Vaccini? Quando c'ero io l'obbligo non c'era, l'ha messo Draghi”

Un modus operandi che per Giuseppe Conte ha funzionato anche per la questione vaccini, “una delle partite più contestate”.

Il leader M5s ha ricordato che il suo governo non ha imposto l'obbligo vaccinale, che è arrivato successivamente, bensì aveva lasciato libertà di scelta ai cittadini. 

virgolette
“Quando c'ero io abbiamo offerto la campagna vaccinale alla libertà di scelta dei cittadini. Quando io sono andato via non c'era ancora l'obbligo vaccinale, non c'era ancora il green pass, è stato introdotto dal governo Draghi.”

Conte ha poi rivendicato il successo di quella scelta che “ha avuto un grandissimo riscontro per quel patto di fiducia reciproca che si era creata.”

Covid, Conte: "Non mi pento di decisioni prese, tutte condivise"

Si è pentito di qualche decisione assunta durante il periodo del Covid, quando era presidente del Consiglio?

A questa domanda Conte ha risposto sostanzialmente di no.

virgolette
Abbiamo preso tutte le decisioni in modo così condiviso che non mi sento di poter dire che di una cosa mi pento, che mi pento di qualcosa in particolare.

Gli anni della pandemia in Italia sono stati tra i più controversi della nostra storia contemporanea e sono al centro di una commissione d'inchiesta parlamentare voluta dal centrodestra per far luce sulla gestione dell'emergenza da Sar-Cov2 nel nostro Paese.

Da tempo la commissione chiede al leader M5s e all'allora ministro della Salute, Roberto Speranza, di accettare di essere auditi.

La telefonata con Putin e l'arrivo dei sanitari russi in Italia

E poi rispondendo ad una domandi in merito ai sanitari russi arrivati in Italia in quegli anni, l'ex premier dice che

virgolette
è stato fatto in piena trasparenza. Non eravamo ancora nell'epoca dell'aggressione all'Ucraina, anzi l'Italia era un punto di riferimento per Putin. C'è stato un gesto di grande apertura da parte di Putin.”

Poi racconta la telefonata con il leader russo:

virgolette
“C'è stato un contatto prima con la protezione civile, poi col ministero. Alla fine ricevo la telefonata di Putin che mi dice: 'Giuseppe, siamo competenti ed esperti, io sono a vostra disposizione, posso mandare delle unità'. Ho passato il dossier al ministero della Difesa e all'intelligence.”

Spiega Conte che poi assicura:

virgolette
“Sono venuti, li abbiamo accompagnati e scortati, sono stati fuori dagli ospedali e sono stati corretti e ci hanno dato una mano. Se vuoi sputare su un aiuto in un momento di difficoltà è una componente ideologica che rispetto ma non condivido.
LEGGI ANCHE