16 Jan, 2026 - 15:05

Da Meloni a Netanyahu e Milei, la destra internazionale appoggia Orban: elezioni di aprile sono una sfida per il dominio del premier ungherese

Da Meloni a Netanyahu e Milei, la destra internazionale appoggia Orban: elezioni di aprile sono una sfida per il dominio del premier ungherese

L’Ungheria si prepara a elezioni decisive che potrebbero segnare la fine del lungo dominio di Viktor Orban. Mentre il premier cerca sostegno internazionale, l’opposizione guidata da Peter Magyar guadagna terreno nei sondaggi, trasformando il voto in un referendum sul futuro politico del paese e sul modello sovranista.

Elezioni ungheresi e sfida a Orban

L'Ungheria si prepara alle elezioni del 12 aprile. Il voto rappresenta una sfida significativa per il primo ministro Viktor Orban e il suo partito, il Fidesz.

Le elezioni parlamentari in Ungheria rappresentano infatti la tornata elettorale più importante del 2026 per l'Unione Europea. Orban ricopre il ruolo di primo ministro ininterrottamente dal 2010 ma è un veterano della politica ungherese alla guida del paese da circa due decenni. Dopo lunghi anni al potere, per la prima volta si trova davanti a un candidato che potrebbe ribaltare lo status quo.

L'opposizione ora ha Peter Magyar, il leader del partito Tisza. Secondo un sondaggio di Politico, l’opposizione raccoglierebbe il 49 per cento dei consensi, mentre il partito di Orban si fermerebbe al 37 per cento. I sondaggi sorridono a Magyar e al suo Tisza, che godono di 12 punti di vantaggio, un divario notevole e un segnale chiaro della crescente sfida politica.

Campagna internazionale e sostegni a Orban

Mentre la campagna elettorale diventa sempre più intensa, il premier ungherese ha pubblicato, l’11 gennaio 2026, un video che coinvolge numerosi leader di destra da tutto il mondo. Tra loro figurano il premier italiano Giorgia Meloni, il leader della Lega Matteo Salvini, Marine Le Pen di Rassemblement National, Alice Weidel di AfD, Santiago Abascal di Vox, ma anche l’austriaco Herbert Kickl, il polacco Mateusz Morawiecki e il ceco Andrej Babis.

Tra i leader al di fuori dei confini europei spiccano il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Javier Milei. Anche l’attore americano Rob Schneider ha espresso il suo sostegno a Orban.

Questa mossa evidenzia come Orban cerchi di consolidare il sostegno internazionale per rafforzare la sua posizione interna, collegando la sua campagna elettorale anche alle alleanze politiche globali di destra.

Un referendum sul modello Orban

Per molti, le elezioni rappresentano un vero e proprio referendum sul modello Orban: sovranista e populista. Da una parte, il suo partito è al centro delle critiche per la stagnazione economica e le restrizioni alla libertà di stampa.

Dall’altra parte, Budapest ha ricevuto critiche dall’UE su temi che spaziano dai diritti civili all’immigrazione, ma anche per aver mantenuto un pugno duro sulle politiche di Bruxelles riguardanti gli aiuti all’Ucraina e le sanzioni contro la Russia.

Un’eventuale sconfitta di Viktor Orban rappresenterebbe un punto d’arresto per alleati come la Slovacchia di Robert Fico e la Repubblica Ceca di Andrej Babis. Con il ritorno di Babis alla guida del paese alla fine del 2025, si sta riformando infatti il Gruppo di Visegrad.

Al contrario, la vittoria di Peter Magyar potrebbe avvicinare l’Ungheria a Bruxelles, segnando un possibile cambio di rotta nella politica interna ed estera del paese.

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