Si riaccende il dibattito in Italia sulla legittima difesa: è sempre giusta o si rischia il Far West?
Torna al centro del dibattito pubblico il tema della legittima difesa dopo il caso di Lonate Pozzolo, dove un uomo di 34 anni è stato sorpreso mentre tentava di rubare in una villetta ed è rimasto ferito dal proprietario durante una colluttazione. Trasportato in ospedale, è deceduto alcune ore dopo.
La vicenda è stata al centro di un acceso confronto andato in onda ieri sera a Diritto e Rovescio, su Rete Quattro, tra il direttore de Il Giornale Tommaso Cerno e l’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei.
Ecco cosa è successo in studio e cosa si sono detti i due protagonisti del duro scontro verbale.
In studio si stava discutendo del caso di Lonate Pozzolo quando gli animi si sono improvvisamente accesi, nonostante i tentativi del conduttore Paolo Del Debbio di riportare la calma.
La tensione è salita durante l’intervento del direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, che stava esponendo il proprio punto di vista. Il suo riferimento alla sinistra, accusata di “difendere il ladro”, ha però provocato la reazione immediata di Brando Benifei, collegato a distanza.
L’eurodeputato del Pd ha respinto le accuse, cercando di spostare l’attenzione sulle responsabilità del governo Meloni. Cerno ha interpretato l’interruzione come un tentativo di censura del suo pensiero e ha troncato la discussione in modo molto netto, poco prima che il conduttore mandasse la pubblicità.
“Ma con della gente così tu puoi fare una discussione su dei ladri, ma vaffa...”.
Con queste parole Tommaso Cerno ha chiuso bruscamente, senza ammettere repliche, lo scontro verbale con Brando Benifei. Il confronto si era acceso pochi minuti prima, quando il conduttore gli aveva dato la parola.
Stava dicendo il giornalista, quando è stato interrotto dall'europarlamentare del Pd:
Un acceso confronto tra Tommaso Cerno e Brando Benifei (Partito Democratico) a #drittoerovescio sul tema della legittima difesa pic.twitter.com/5hvWtx1tZN
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) January 15, 2026
A quel punto gli animi si sono ulteriormente surriscaldati e Cerno ha accusato Benifei di voler censurare il suo intervento, impedendogli di parlare nonostante la parola gli fosse stata concessa dal conduttore.
Ha sbottato Cerno, che poi ha continuato:
Davanti all'invito di Del Debbio di finire il suo intervento, Cerno ha concluso:
Il 14 gennaio 2026, a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, un uomo di 37 anni, di origini sinti e residente in un campo nomadi torinese, è morto durante un tentativo di rapina in una villa privata.
Secondo quanto ricostruito finora dagli inquirenti, l’uomo – insieme a un complice – avrebbe forzato l’ingresso dell’abitazione intorno alle 11, convinto che fosse vuota. I due sarebbero invece stati sorpresi dal proprietario, dando origine a una colluttazione.
Nel corso dello scontro, il 37enne è rimasto ferito con due tagli, uno dei quali al torace. Trasportato all’ospedale di Magenta, è morto poco dopo. La Procura di Busto Arsizio indaga al momento per tentata rapina.
Sul piano normativo, la legge 36/2019 ha ampliato i confini della legittima difesa, rendendola “sempre” legittima in caso di intrusioni con violenza o minaccia di armi ed escludendo la punibilità per eccesso colposo quando l’azione avviene in stato di grave turbamento o di minorata difesa.