Vincenzo De Luca, ex governatore della Campania, a 76 anni, proprio non vuole fare la vita da pensionato: sta preparando il ritorno alla politica attiva come sindaco di Salerno, con elezioni anticipate previste la prossima primavera dopo le dimissioni del primo cittadino uscente, Vincenzo Napoli.
Per come si stanno mettendo le cose, è davvero clamoroso. Ma le manovre politiche sono in fase avanzata.
De Luca ha già aperto una nuova base operativa in città e continua a monitorare i problemi locali attraverso dirette social e sopralluoghi.
L'ipotesi, passata da congettura a piano concreto post-regionali, scatena intanto le polemiche: Forza Italia denuncia che quelle di Napoli siano "dimissioni pilotate".
Dopo la fine del suo decennio alla guida della Regione Campania, bloccato dalla Consulta sul terzo mandato, De Luca punta a Salerno per un impegno "concreto" lontano da "cerimonie post-elettorali", per dirla con il suo linguaggio.
Ha aperto un ufficio vicino a piazza Vittorio Veneto, da cui continua a trasmettere le sue dirette Facebook del venerdì ma da dove già coordina strategie, parlando di temi come sicurezza e cantieri.
Il piano prevede le dimissioni di Napoli, il commissariamento e il voto in primavera, con liste già pronte come "A Testa Alta", "Progressisti per Salerno" e "Salerno per i Giovani".
De Luca mira a un ruolo doppio, sindaco e referente provinciale, sfidando il Pd nazionale e puntando a una coalizione progressista sul modello di quella che ha portato Roberto Fico a succedergli a Palazzo Santa Lucia.
E pensare che De Luca è diventato sindaco di Salerno per la prima volta il 22 maggio 1993, ben 33 anni fa, subentrando come vicesindaco alle dimissioni di Vincenzo Giordano. Il mandato, però, durò solo un mese e mezzo prima dello scioglimento del Comune.
Fu rieletto con pieni poteri nel 1995 con il 57,8% al ballottaggio, per poi essere riconfermato nel 1997 con il 71,3%). Quindi, fu di nuovo sindaco nel 2006 e nel 2011 (raccogliendo il 75% al primo turno).
L'ultimo mandato, dal 2011, si interruppe nel 2015 per l'incompatibilità con la nomina a ministro delle Infrastrutture nel governo Letta. Da allora fu sostituito da Napoli.
Complessivamente, quindi, ha ricoperto la carica in quattro mandati completi, più il breve subentro iniziale, per un totale di circa 22 anni alla guida della città.