L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Frontex, ha registrato un calo del 26 per cento negli attraversamenti irregolari alle frontiere dell'Unione europea nel 2025. Nonostante questa diminuzione, gli arrivi nella rotta del Mediterraneo centrale restano stabili con oltre 66mila.
Secondo i dati di Frontex, pubblicati il 15 gennaio 2026, nel 2025, gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’UE sono diminuiti di oltre un quarto rispetto al 2024, attestandosi al 26 per cento. Si tratta anche di un calo di più della metà rispetto al 2023.
Il dato complessivo è sceso a 178mila.
Questo trend conferma quanto osservato nei dati dei primi undici mesi, quando Frontex aveva registrato poco più di 166.900 ingressi irregolari.
La rotta del Mediterraneo centrale è rimasta il passaggio più attivo negli arrivi verso l'UE, con 66.328 arrivi nel 2025, registrando un calo minimo dell’1 per cento rispetto all’anno precedente. Questo è il tratto che ha registrato un calo minimo, seguito da quello del Canale della Manica, che ha registrato 65.861 attraversamenti, con un calo del 3 per cento rispetto al 2024.
Al contrario, la rotta dell’Africa occidentale ha visto un calo drastico del 63 per cento, con 17.280 attraversamenti, seguita da quella dei Balcani occidentali (-42 per cento e 12.525 attraversamenti).
Le nazionalità più rilevate sono state bangladesi, egiziani e afghani. La Libia rimane un hub principale per molte partenze verso il Mediterraneo centrale.
Sul fronte umanitario, le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni contano 1.878 morti nel Mediterraneo nel 2025, in calo rispetto ai 2.573 del 2024, ma il fenomeno resta tragico.
"La tendenza si sta muovendo nella giusta direzione, ma i rischi non scompaiono", ha affermato il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens.
Leijtens ha dichiarato che il calo degli attraversamenti irregolari è un segnale positivo. Tuttavia sottolinea che serve ancora vigilanza e impegno continuo.