Il Comitato del No al referendum sulla riforma della giustizia esulta per il superamento delle 500 mila firme raccolte, un traguardo che rafforza l'iniziativa promossa da quindici cittadini e depositata in Cassazione il 19 dicembre 2025.
Questa mobilitazione popolare mira a opporsi alla legge costituzionale sull'ordinamento della magistratura, nota come riforma Nordio, contestata per i suoi presunti rischi alla democrazia e all'indipendenza giudiziaria.
Le firme, certificate e in gran parte cartacee, rappresentano un segnale forte contro la decisione del governo di anticipare la data del voto, ignorando la prassi consolidata.
Il centrosinistra celebra il raggiungimento delle 500 mila firme come una vittoria democratica, interpretandola come un "schiaffone" alla politica governativa e un risveglio dell'interesse popolare per la giustizia.
Secondo fonti vicine al Comitato del No, questo successo "giustifica" il timore del governo di un dibattito pubblico ampio, tanto da aver compresso i tempi per la campagna referendaria.
L'esecutivo, criticato per aver fissato una data ravvicinata, sembra voler limitare il contraddittorio, ma la raccolta capillare di firme rafforza la tesi di un'opinione pubblica informata e contraria ai cambiamenti costituzionali proposti.
Questa mobilitazione, partita il 22 dicembre, ha visto un ritmo accelerato, passando da 100 mila a oltre 500 mila firme in meno di un mese, e alimenta ottimismo per un referendum fissato, per ora, al 22 e 23 marzo.
Il traguardo delle 500 mila firme ha acceso una dura polemica sui social tra Angelo Bonelli, leader ambientalista e sostenitore del No, e Gaia Tortora, vicedirettrice del Tg La7 e testimonial del fronte del sì, degenerata in uno scontro acceso su X (ex Twitter).
Il leader ambientalista l'ha messa così:
Al che Gaia Tortora ha risposta:
500 mila firme raccolte in poche settimane contro la finta riforma della giustizia. Una risposta netta all’arroganza di un governo che vuole agire in maniera impunita. Non assumono magistrati, non riducono i tempi dei processi, non migliorano l’accesso alla giustizia.
— Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) January 15, 2026
In ogni caso, Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della commissione Giustizia, preferisce metterla così: