15 Jan, 2026 - 17:20

Delitto di Garlasco, Luigi Grimaldi: "L'impronta dimenticata che può riscrivere la storia"

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Delitto di Garlasco, Luigi Grimaldi: "L'impronta dimenticata che può riscrivere la storia"

Un'impronta ignorata, non repertata e mai presa in considerazione nelle indagini nelle prime indagini sul delitto di Chiara Poggi, che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi.

A rivelare questa novità durante la nuova inchiesta sull'omicidio di Garlasco è il documentarista e autore TV Luigi Grimaldi.

"Mi sono accorto di questa impronta, una traccia di sangue, che si trova in un punto estremamente critico della vicenda: ossia di fronte alla porta della cantina dove poi sarebbe stato buttato giù il corpo della povera Chiara Poggi" spiega in un'intervista a TAG24.

Delitto di Garlasco, Luigi Grimaldi: "Una traccia che può rimettere in discussione la sentenza"

Luigi Grimaldi, che ormai da anni segue il caso, si è accorto di questa traccia analizzando le fotografie della scena del crimine realizzate all'epoca.

"La somma degli elementi nuovi emersi dopo la riapertura dell'inchiesta suggerisce anche delle letture alternative. Credo sia giusto interrogarsi e verificare sempre tutto, perché altrimenti si rischia di non capire come stiano veramente le cose" sottolinea.

"Le tracce scoperte da Grimaldi richiamano esattamente il disegno della suola delle scarpe Lacoste che Stasi indossava quando ha dichiarato di aver trovato il cadavere di Chiara. Lui quindi non avrebbe raccontato la scena del crimine conoscendola come assassino, ma in realtà l'avrebbe proprio raccontata in quanto scopritore. È entrato, ha guardato, è uscito e poi ha eseguito le mosse che sappiamo per dare l'allarme ai carabinieri" spiega Grimaldi.

"Questa traccia, secondo me, che è stata completamente ignorata, potrebbe rimettere in discussione molto di quella sentenza di condanna". 

I pedali della bicicletta e la quantità anomala di DNA

Un altro elemento su cui si è focalizzato Luigi Grimaldi riguarda la quantità di DNA di Chiara Poggi trovata sui pedali della bici di Stasi.

"Sul pedale c’è esattamente la stessa quantità e qualità di DNA che è stato trovato sul cucchiaino utilizzato da Chiara per fare colazione la mattina del 13 agosto. Una quantità enorme per un pedale" evidenzia.

"Ora, come giustificano i carabinieri di questa cosa assurda? Dopo aver parlato di sangue, elemento che aveva portato anche all'arresto di Stasi, affermano che in realtà non ci sono tracce ematiche ma, poiché un cucchiaino si può mettere in bocca e un pedale no, è evidente che quello è un residuo di una traccia di sangue che non si trova più". 

Il 2026 sarà l'anno della verità?

Luigi Grimaldi ne è sicuro: "Secondo me il 2026 sarà l’anno della verità sul caso Garlasco, una verità sicuramente più attendibile e più convincente di quella che ci è stata fornita fino ad oggi" afferma.

"Sinceramente io non sottovaluterei l'impatto mediatico di questa vicenda, perché non è solo clamorosa, ma ha scosso le coscienze delle persone e ha portato milioni di italiani a farsi una serie di domande su come è gestita e amministrata la giustizia in Italia".

Infine, un auspicio tra giustizia e politica: "Spero tanto che tutto questo non venga strumentalizzato nella polemica che c'è intorno al referendum sulla separazione delle carriere. Perché questo tipo di problemi della giustizia con la separazione delle carriere non ha niente a che vedere".

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