Altro che "testardamente unitari!": il Campo largo, la coalizione di centrosinistra italiana, ha mostrato profonde divisioni anche oggi presentando in parlamento cinque mozioni distinte sull'invio di aiuti all'Ucraina.
Questa frammentazione emerge in un contesto di dibattito acceso sulla guerra in corso e sugli impegni internazionali dell'Italia, con posizioni che spaziano dal sostegno militare al negoziato umanitario.
Le crepe nel Campo largo si sono ampliate sull'Ucraina, tema che evidenzia le divergenze ideologiche tra i partiti della coalizione nonostante l'obiettivo unitario sbandierato dalla segretaria del Pd Elly Schlein.
Mentre il Pd spinge per un appoggio pieno a Kiev in linea con Ue e Nato, il M5S insiste su una "neutralità attiva" contraria alle armi, rivelando un puzzle politico ingestibile.
Questa spaccatura, già emersa in passato, impedisce di fatto la formazione di un fronte unitario contro la maggioranza di governo.
Le cinque mozioni riflettono le specificità di altrettanti gruppi: il Pd di Elly Schlein propone aiuti militari e diplomatici europei per la "legittima difesa" ucraina; il M5S di Giuseppe Conte chiede lo stop alle forniture belliche oltre che il riacquisto di gas russo e negoziati con Mosca; Italia Viva e Azione di Calenda invocano l'ingresso nell'Ue di Kiev oltre che l'uso di asset russi congelati e l'aumento della spesa per la difesa al 5% del Pil; Avs si allinea al M5S contro gli aiuti armati; Più Europa, infine, sostiene le confische ai beni russi e un'assistenza totale all'Ucraina.
Come dire: impossibile giungere a una sintesi.
Così, ha gioco facile il leader del Partito Liberal Democratico Luigi Marattin, erede del Terzo Polo a riassumere così tutta la vicenda:
Nella seduta di oggi alla Camera, l'unica mozione approvata è stata quella della maggioranza, con la risoluzione del governo approvata grazie al voto compatto della coalizione di centrodestra (177 sì contro 123 no).
Il testo impegna a sostenere Kiev diplomaticamente, mantenere sanzioni alla Russia e rafforzare aiuti umanitari, coinvolgendo il Parlamento quando ci saranno eventuali sviluppi.