15 Jan, 2026 - 15:23

Perché la sede del garante della Privacy è stata perquisita e suoi membri sono indagati

Perché la sede del garante della Privacy è stata perquisita e suoi membri sono indagati

La Guardia di Finanza ha perquisito la sede del Garante per la protezione dei dati personali a Roma nell'ambito di un'inchiesta della Procura coordinata dal pm Giuseppe De Falco.

Indagati per peculato e corruzione sono il presidente Pasquale Stanzione e i membri del collegio Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghglia e Guido Scorza.

L'operazione è scattata in seguito ai servizi di "Report" su presunte irregolarità gestionali.

Perché è scattato il blitz nella sede della Privacy

La perquisizione è partita da un decreto della Procura di Roma per acquisire documenti, computer e cellulari negli uffici del Garante.

 Al centro l'aumento incontrollato dei costi di rappresentanza: da 20mila euro nel 2021 a 400mila euro nel 2024, nonostante un tetto alzato solo a 5mila euro annui dal Collegio nel 2020.

Per il peculato, si contesta l'appropriazione di fondi pubblici tramite rimborsi per spese private e l'uso improprio dell'auto di servizio.

Sul fronte corruzione, gli indagati avrebbero omesso sanzioni significative, come quella formale a Ita Airways per violazioni privacy, ricevendo in cambio tessere "Volare Classe Executive" da 6mila euro ciascuna.

Emergono anche dubbi su un contratto di locazione a Roma per Stanzione, con canoni sospetti, e sull'abitazione del presidente.

L'inchiesta punta a verificare conflitti d'interesse e favoritismi, con sequestri mirati a chiarire le voci di spesa opache.

Perché tutto è iniziato con una denuncia di "spese pazze" della trasmissione "Report"

L'indagine ha avuto origine dalle puntate di "Report" di fine 2025 che hanno denunciato "spese pazze" al Garante: hotel di lusso, voli privati e rimborsi gonfiati.

Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di Rai3, ha confermato sui social che le perquisizioni derivano dai suoi servizi, inclusa la mancata multa da 44 milioni a Meta per gli smart glasses Ray-Ban Stories, ridotta dal Collegio.

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Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante dalla Privacy.  In seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione  di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories

Quelle inchieste hanno rivelato conflitti d'interesse, legami politici e una certa "permeabilità" della politica, spingendo Procura e Finanza ad agire.

Le rivelazioni di "Report", inoltre, hanno portato a richieste di azzeramento dell'Autorità da parte di Pd e M5S, con Elly Schlein che ha parlato di "sistema opaco".

Ora, l'inchiesta procede con interrogatori e analisi dei materiali sequestrati mentre il Garante ha negato irregolarità, definendo i servizi di Report "taglia e cuci". Tuttavia, i fatti giudiziari confermano l'apertura di un fascicolo.

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