La Guardia di Finanza ha perquisito la sede del Garante per la protezione dei dati personali a Roma nell'ambito di un'inchiesta della Procura coordinata dal pm Giuseppe De Falco.
Indagati per peculato e corruzione sono il presidente Pasquale Stanzione e i membri del collegio Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghglia e Guido Scorza.
L'operazione è scattata in seguito ai servizi di "Report" su presunte irregolarità gestionali.
La perquisizione è partita da un decreto della Procura di Roma per acquisire documenti, computer e cellulari negli uffici del Garante.
Al centro l'aumento incontrollato dei costi di rappresentanza: da 20mila euro nel 2021 a 400mila euro nel 2024, nonostante un tetto alzato solo a 5mila euro annui dal Collegio nel 2020.
Per il peculato, si contesta l'appropriazione di fondi pubblici tramite rimborsi per spese private e l'uso improprio dell'auto di servizio.
Sul fronte corruzione, gli indagati avrebbero omesso sanzioni significative, come quella formale a Ita Airways per violazioni privacy, ricevendo in cambio tessere "Volare Classe Executive" da 6mila euro ciascuna.
Emergono anche dubbi su un contratto di locazione a Roma per Stanzione, con canoni sospetti, e sull'abitazione del presidente.
L'inchiesta punta a verificare conflitti d'interesse e favoritismi, con sequestri mirati a chiarire le voci di spesa opache.
L'indagine ha avuto origine dalle puntate di "Report" di fine 2025 che hanno denunciato "spese pazze" al Garante: hotel di lusso, voli privati e rimborsi gonfiati.
Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di Rai3, ha confermato sui social che le perquisizioni derivano dai suoi servizi, inclusa la mancata multa da 44 milioni a Meta per gli smart glasses Ray-Ban Stories, ridotta dal Collegio.
Quelle inchieste hanno rivelato conflitti d'interesse, legami politici e una certa "permeabilità" della politica, spingendo Procura e Finanza ad agire.
Le rivelazioni di "Report", inoltre, hanno portato a richieste di azzeramento dell'Autorità da parte di Pd e M5S, con Elly Schlein che ha parlato di "sistema opaco".
Ora, l'inchiesta procede con interrogatori e analisi dei materiali sequestrati mentre il Garante ha negato irregolarità, definendo i servizi di Report "taglia e cuci". Tuttavia, i fatti giudiziari confermano l'apertura di un fascicolo.