15 Jan, 2026 - 14:50

Quali erano i doni della morte e cosa simboleggiano? La storia dei tre fratelli

Quali erano i doni della morte e cosa simboleggiano? La storia dei tre fratelli

Storia familiare, mito e rapporto con la morte si uniscono in tre artefatti magici leggendari. Sono i Doni della Morte: oggetti fondamentali nell'universo e nella narrazione di "Harry Potter". Sul piano cinematografico, se ne parla bene nel settimo film della saga, quello dove ci viene presentata la fiaba "La Storia dei Tre Fratelli" di Beda il Bardo.

Scopriamo proprio lì il destino dei Peverell e il diverso modo in cui ciascuno sceglie di sfidare o accettare la fine della vita. Il loro significato va oltre la semplice potenza magica: ci sono proiettati dentro tre atteggiamenti opposti verso la mortalità: il desiderio di dominio, la fuga e l'accettazione consapevole.

Quali sono i tre doni della Morte?

Secondo la fiaba, tre fratelli maghi attraversano un fiume mortale grazie alla magia, attirando l'attenzione della Morte (come se fosse personificata), offesa dal fatto che solitamente altri maghi in realtà perivano lungo quel corso d'acqua. Fingendosi compiaciuta, essa concede a ciascuno un dono: la Bacchetta di Sambuco, la Pietra della Resurrezione e il Mantello dell'Invisibilità.

La Bacchetta di Sambuco, chiesta dal primo dei fratelli per essere il mago più potente del mondo, è un'arma quasi imbattibile, creata da un ramo di sambuco e capace di prevalere in duello. La Pietra della Resurrezione, invece, richiesta dal secondo per rievocare la sua amata defunta, ha il potere di richiamare i morti, sebbene solo come ombre malinconiche e distaccate dal mondo dei vivi.

Il Mantello dell'Invisibilità, infine, viene richiesto dal fratello più umile per non essere seguito dalla morte: rende chi lo porta invisibile a chiunque.

Cosa simboleggiano i tre fratelli?

I tre fratelli incarnano tre modi diversi di rapportarsi al potere e alla morte. Il maggiore, Antioch Peverell, quello che chiede la bacchetta invincibile per trionfare sui nemici, rappresenta l'arroganza del mago che vuole avere il potere e finisce ucciso nel sonno per la sua vanità da un altro mago che vuole avere la sua bacchetta.

Il secondo, Cadmus Peverell, colui che desidera riportare in vita la donna amata, simboleggia l'incapacità di accettare il lutto, che lo conduce alla follia e al suicidio, perché più sente la malinconia della sua compagna, più nutre il desiderio di raggiungerla.

Il terzo fratello, Ignotus Peverell, diffida della Morte e, come abbiamo visto, chiede solo di poterla eludere con il mantello. Vive perciò a lungo, fonda una famiglia e, quando sente di aver compiuto il suo cammino, si spoglia del mantello, lo consegna al figlio e saluta la Morte come una vecchia amica, “andando con lei da pari”.

Da lui impariamo che la vera saggezza non sta nel voler vincere a tutti i costi la morte, ma nel saperla accettare al momento giusto.

Ecco la clip con la storia:

Il significato dei Doni della Morte nella saga

Nella saga di "Harry Potter", i Doni della Morte non sono solo una fiaba come pensava Ron al ricordo di sua madre che gliela raccontava, perché esistono davvero e si scopre che sono passati di mano in mano nelle famiglie magiche.

La Bacchetta di Sambuco, per esempio, arriva a Silente e poi a Voldemort, la Pietra della Resurrezione, invece, è nascosta nel Boccino d'Oro di Harry, mentre il Mantello dell'Invisibilità apparteneva già alla sua famiglia, discendente da Ignotus, lo ha avuto James e gli è stato regalato nel primo film da Sirius Black.

Il valore simbolico dei Doni  nella storia resta intatto: solo chi non cerca di dominare la morte, ma la comprende e la accetta – come farà Harry quando si sacrificherà e si presenterà a Voldemort nel bosco – può essere considerato il vero “Signore della Morte”, non perché immortale, ma perché non più terrorizzato dal suo arrivo.

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