Le scelte sono fatte di dettagli, specie se si tratta di cinema. In quanti si erano accorti del fatto che Emerald Fennell, regista di "Saltburn" che ha deciso di riadattare uno dei romanzi più amati di tutti i tempi, in realtà è intervenuta sul titolo del film? Si parla dell'attesissimo (e già discusso) "Cime tempestose".
La modifica è nata per dichiarare apertamente che no, non sta girando una versione attinente al romanzo di Emily Brontë, ma una sua interpretazione personale e parziale.
In che senso ha modificato il titolo?
Un elemento grafico che dice tutto. La modifica è il titolo messo volutamente tra virgolette – "Wuthering Heights" – che si fa manifesto: è "Cime tempestose" e, allo stesso tempo, non lo è. Lo è solo tra virgolette.
Nel raccontare il progetto a Fandango, Fennell ha definito l'idea di adattare "Cime tempestose" un compito quasi impossibile, proprio per la densità e la complessità emotiva del romanzo.
Il suo intervento nella clip:
La regista ha spiegato che il libro le “appartiene” da quando era adolescente, al punto da sentire come un atto di enorme responsabilità il tentativo di trasformarlo in cinema, consapevole di toccare un testo (e un tasto!) che per milioni di lettori ha un valore profondamente personale.
E perciò dare una rappresentazione fedele all'opera originale sarebbe stata un'operazione che non avrebbe mai potuto restituirne la grandezza. Fare qualcosa di diverso era l'unica strada:
Il film, in uscita a febbraio e interpretato da Margot Robbie nei panni di Catherine e Jacob Elordi in quelli di Heathcliff, punta a mostrarci qualcosa di inedito: il lato più primitivo e sessuale della storia, quello che Fennell dice di aver provato lei stessa leggendo Brontë da ragazza.
Proprio questa volontà, l'obiettivo di perseguire una memoria emotiva, più che una fedeltà letterale, è alla base di molte delle sue scelte narrative e visive, dal tono della messa in scena alla gestione degli aspetti più sadomasochistici della relazione tra i protagonisti. Quello che vediamo sullo schermo è più attinente alla fantasia della regista che al romanzo. Da qui, insomma, tutto si spiega.
Fennell racconta infatti di avere in testa almeno tre livelli diversi: il libro reale, il libro che ricordava di aver letto a 14 anni e il libro che avrebbe voluto leggere, con eventi che in realtà non accadono mai nel testo originale. Le virgolette diventano allora un segnale critico: questo film è "Cime tempestose" come lei lo ricorda, come lei lo desidera e come lo reinventa, e non pretende in alcun modo di paragonarsi a Brontë.
La modifica più evidente, lo abbiamo anticipato, è nel modo in cui il titolo viene scritto: non semplicemente Wuthering Heights, ma "Wuthering Heights", con le virgolette a racchiuderlo. Fennell ha spiegato che per lei è un modo per essere onesta con il pubblico: un romanzo così non può essere “adattato” in senso pieno, si può solo proporne una versione, quella che ciascuno porta dentro di sé, quella che ti ha emozionato.
Ma c'è anche un altro accorgimento importante: si è ben premurata di pubblicizzare il prodotto con la dicitura "ispirato al romanzo" Cime tempestose e non "basato sul romanzo" Cime tempestose: e questo già fa la differenza.
Ecco il trailer per entrare nell'atmosfera: